Professore ordinario di Slavistica presso l'università di Firenze fino al 1. Novembre 2009, ha iniziato la sua attività traducendo i Racconti sentimentali di Michail Zoščenko (De Donato 1968) e insegnando la lingua russa presso la Facoltà di Magistero di Firenze. Quindi i suoi interessi si sono spostati verso la linguistica, prima russa poi slava e verso la linguistica contrastiva. Invitata ripetutamente a tenere conferenze presso l'università Lomonosov di Mosca (prof. T.B. Alisova) e presso l'Istituto di Linguistica dell'Accademia delle Scienze (prof. N.D. Arutjunova), quindi presso la Szkoła Pedagogiczna di Cracovia (prof. S. Karolak), all'inizio degli anni ottanta ha iniziato una attiva collaborazione anche con l'università Taras Ševčenko di Kiev (prof. L.Alekseenko), dove ha tenuto diversi cicli di lezioni, alcune delle quali nell'ambito di un progetto Tempus.

Nel 1985 è stata nominata professore associato di Lingua e letteratura russa presso la facoltà di Magistero di Firenze. Nello stesso anno ha dato inizio agli incontri di linguistica slava che, grazie anche a contributi ministeriali e del CNR, hanno consentito di allargare l'ambito della ricerca a temi diversi e a studiosi di diversi paesi. Da questi incontri periodici sono uscite, tra il 1988 e il 1996, cinque raccolte intitolate "Problemi di morfosintassi delle lingue slave". Nel 1994 è stata invitata a partecipare al gruppo Actance e valence dans les langues d'Europe (Eurotyp), al quale ha contribuito con uno studio dal titolo "Diathèse et voix marquée dans les langues d'Europe" (1998). Dal 1995 F. Fici è stata membro della Commissione grammaticale, un gruppo di lavoro molto attivo all'interno del Comitato Internazionale degli Slavisti (MKS), dove è rimasta fino al pensionamento.

La sua attività di ricerca nell'ambito della linguistica slava, come testimoniano le numerose pubblicazioni e le monografie indicate qui di seguito, ha riguardato diversi aspetti della lingua russa (si veda, tra l'altro, La lingua russa, con L. Gebert e S. Signorini, Roma 1991; Il passivo nelle lingue slave, Milano 1994) e delle lingue slave (Le lingue slave moderne, Padova 2001). Particolarmente cari le sono stati gli studi sulla determinatezza e indeterminatezza, sui costrutti impersonali e i verbi riflessivi, sul perfetto e sul futuro in lingue slave diverse, ai quali ha dedicato numerosi lavori. Negli ultimi anni di insegnamento e in quelli successivi ha scritto, insieme a specialiste di lingua russa, alcuni manuali per l'insegnamento a livello universitario (La lingua russa del 2000; I verbi russi, Firenze 2008-2014) e non ha mancato di continuare la ricerca linguistica. Tra gli ultimi lavori, ricordo "O semantiko-semantičeskich svojstvach konstrukcij tipa ‘Včera mne legko rabotalos'", in Russkij jazyk v naučnom osveščenii (23,1), 2012: 18-38, in collaborazione con Natal'ja Žukova.

Oltre alla ricerca specificatamente linguistica, i suoi interessi hanno compreso e comprendono tuttora altri settori legati al mondo slavo. Nel febbraio 1994 ha organizzato presso la facoltà di Lettere e filosofia di Firenze una giornata di studio e di memorie dedicata al Holodomor in Ucraina. Qualche anno più tardi usciva la sua traduzione de I canti degli slavi occidentali di A.S. Puškin, preceduta da una nota introduttiva (Firenze 1998) e, nel 2003, quella del volume Il mio cammino di Olga Adamova-Sliozberg (Firenze 2003). Attualmente sta curando la traduzione delle opere di Georgij Demidov. Quest'anno (2015) è stata pubblicata la sua traduzione dall'ucraino del romanzo Darusja Solodka, di Maria Matios (Rovereto 2015). A questo lavoro ha dedicato uno studio, uscito nel 2013 su Studi Slavistici (22).

Da tre anni collabora, come volontaria, con la Biblioteca comunale Canova di Firenze, dove tiene lezioni bisettimanali di lingua italiana in gruppi formati prevalentemente da russofoni.

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