Si prega di inviare le segnalazioni con almeno una settimana di anticipo (entro il venerdì precedente), allegando un file con le principali informazioni (copertina, breve testo introduttivo, indicazioni bibliografiche, ecc.).

Segnalazioni editoriali

2018

A. Lunačarskij, Oliver Cromwell, a cura e traduzione di Cesare G. De Michelis, Stilo, Bari 2018

Il melodramma storico Oliver Cromwell (1919) di Anatolij Lunačarskij, Commissario del popolo per l’Istruzione del primo Governo sovietico, è uno dei testi più significativi dei ‘misteri rivoluzionari’ dell’Ottobre teatrale. La proiezione ideale della rivoluzione inglese del ’600 su quella bolscevica dell’Ottobre 1917 nasce sulla scorta d’una visione storiografica stabilizzata dal succedersi delle Rivoluzioni in Europa: quella puritana attrasse Lunačarskij anche per via della sua tendenza a vedere nel socialismo una nuova ‘religione’ dell’Umanità. Un rinnovato esercizio di teopoiesi, nel quale s’intrecciano motivi politici, sociali e culturali (inclusa una nota di massoneria). La singolare figura intellettuale e politica dell’Autore, che ebbe con Lenin e col Partito bolscevico uno stretto rapporto sempre nutrito di discussioni teoriche, e la valenza storica del suo Eroe, indussero la rappresentazione del testo – ormai semidimenticato – in Cecoslovacchia, nei mesi cruciali della ‘Primavera di Praga’.


D. Possamai, Al crocevia dei due millenni. Viaggio nella letteratura russa contemporanea, Esedra, Padova 2018

L’autrice propone al lettore un itinerario ragionato nel variegato e multiforme panorama della prosa russa dagli anni ’90 del secolo scorso a oggi. Talvolta volge lo sguardo anche verso esperienze letterarie precedenti allo scopo di reperire quelle linee di continuità o discontinuità che dalla prima metà del travagliato Novecento russo si spingono fino ai nostri giorni. Da Konstantin Vaginov a Saša Sokolov, da Aleksandr Vvedenskij a Lev Rubinštejn, da Dmitrij Furmanov a Viktor Pelevin, per giungere sino al sequel dei Guardiani di Sergej Luk’janenko, il percorso si snoda lungo un asse cronologico virtuale che va dal modernismo al postmodernismo, dalla letteratura “alta” ai nuovi fenomeni di massa quali la fantasy russa. Il percorso si chiude nel nuovo millennio con l’analisi dello slittamento della forma “romanzo” verso configurazioni distopiche, ucroniche e futurologiche, ponendo in risalto le differenti coloriture più o meno fantastiche assunte dalle opere di scrittori, tra di loro profondamente diversi, quali Michail Elizarov, Viktor Pelevin, Ol’ga Slavnikova, Vladimir Sorokin, Evgenij Vodolazkin e altri.


M. Sabbatini, Viktor Nekrasov e l'Italia. Uno scrittore sovietico nel dibattito intellettuale degli anni Cinquanta, Universitas Studiorum, Mantova 2018

Viktor Platonovič Nekrasov (Kiev 1911 – Parigi 1987) noto ai lettori sovietici con il romanzo Nelle trincee di Stalingrado (premio Stalin, 1947), si distingue come una voce originale del disgelo chruscioviano, grazie alle novelle Nella città natale (1954) e Kira Georgievna (1961) e ai discussi resoconti di viaggio, Prima conoscenza (1958) e Di qua e di là dall’oceano (1962). Il dialogo con l’Occidente, la denuncia dell’antisemitismo sovietico e le posizioni di dissenso lo avrebbero costretto all’emigrazione nel 1974. Attraverso gli scritti nekrasoviani, i documenti di archivio e i testi di critica, si ripercorrono le vicende dell'autore nel passaggio cruciale della sua evoluzione letteraria, legata al dibattito intellettuale italo-sovietico degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta. Nel confronto con figure del calibro di Carlo Levi e Pier Paolo Pasolini si consolida in Nekrasov l’idea di scrittura come personale forma d’impegno civile, come incessante ricerca della verità sull’uomo e sul suo tempo.


Testo e immagine. Riflessioni su letteratura e arti visive, a cura di C. Scandura, E. Mari, Edizioni Nuova Cultura, Roma 2018

Nel suo pregnante Majakovskij e il teatro russo di avanguardia (Torino 1959), Ripellino sottolinea come i rapporti fra arte e letteratura siano particolarmente intensi in Russia alla vigilia della rivoluzione di Ottobre e come poeti e artisti si siano reciprocamente influenzati in uno straordinario caleidoscopio creativo. Burljuk e Majakovskij avevano studiato insieme all’Istituto di pittura, scultura e architettura di Mosca, Kručenych, Kamenskij, Chlebnikov, Zabolockij si interessavano di arte, quando non disegnavano in prima persona, e da parte loro, parecchi pittori, Filonov, Malevič, Ol’ga Rozanova, solo per fare alcuni nomi, si dedicarono alla composizione poetica.
Partendo da questo assunto, il dottorato in “Scienze del testo” della Sapienza ha proposto ai giovani studiosi un ciclo di seminari dal titolo “Testo e immagine” nell’intento di approfondire il tema, allargandone i limiti spazio-temporali. Un ulteriore spunto lo hanno fornito le nuove ricerche estetiche sull’arte e in particolare la tesi sulla possibilità di definire l’opera d’arte in base alle relazioni che la legano a elementi che l’occhio non può cogliere, enunciata da Arthur Danto nel suo La trasfigurazione del banale (Bari 2008).
Per non disperdere un ricco patrimonio di studi, abbiamo raccolto i testi delle lezioni, aggiungendone anche altre di argomento analogo, nel volume Testo e immagine. Studi di cultura russa, proponendo così un “viaggio” tra arte e letteratura che spazia dalla visione storico-filosofica dell’Ottocento, all’espressionismo astratto, agli ultimi gruppi di avanguardia, dalla visione realista-socialista degli anni Trenta, al concettualismo e al postmodernismo degli anni 90 del Novecento.


Vasily Grossman. A Writer's Freedom, a cura di A. Bonola, G. Maddalena, McGill-Queen's University Press, Montreal & Kingston - London - Chicago 2018

Vasily Grossman (1905-1964) was a successful Soviet author and journalist, but he is more often recognized in the West as Russian literature's leading dissident. How do we account for this paradox?
In the first collection of essays to explore the Russian author's life and works in English, leading experts present recent multidisciplinary research on Grossman's experiences, his place in the history of Russian literature, key themes in his writing, and the wider implications of his life and work in the realms of philosophy and politics. Born into a Jewish family in Berdychiv, Grossman was initially a supporter of the ideals of the Russian Revolution and the new Soviet state. During the Second World War, he worked as a correspondent for the Red Army newspaper and was the first journalist to write about the Nazi extermination camps. As a witness to the daily violence of the Soviet regime, Grossman became more and more aware of the nature and forms of totalitarian coercion, which gradually alienated him from the Soviet regime and earned him a reputation for dissidence.
A survey of the remarkable accomplishments and legacy left by this controversial and contradictory figure, Vasily Grossman reveals a writer's power to express freedom even under totalitarianism.


Tema & Variazioni. Quaderni di Studi Slavi. n. 2. (S)confinamenti. Rapporti fra letteratura e arti figurative in area slava, a cura e traduzione di E. Dammiano, E. Gironi Carnevale, E. Mari, O. Trukhanova, UniversItalia, Roma 2018

La necessità di un allargamento degli orizzonti analitici della slavistica è stato già spunto di riflessione per un articolo di Gian Piero Piretto («eSamizdat», 2007), nel quale si rilevava l'importanza di un approccio analitico fondato in misura maggiore sull'interdisciplinarietà e sulla comparatistica. In un altro ambito, lo stesso semiologo Paolo Fabbri richiamava l'attenzione sull'importanza di uno sguardo che fosse semiotico, ossia capace di posarsi in egual modo su una società, su un testo o su un'immagine. Riprendendo tali spunti, per il secondo numero della collana "Tema& Variazioni" – concepito come una monografia collettiva di giovani ricercatori in diverse aree della slavistica (russistica, ucrainistica, boemistica) – si è inteso (ri)partire dai molteplici rapporti intersemiotici che interessano la scrittura letteraria e le arti figurative (pittura, grafica, architettura), sia nel senso di una contaminazione di modelli e forme espressive, ovvero dell'uso "mutante" dei segni linguistici e visivi, sia nell'ottica di un conflitto di rappresentazioni.


J. Polonskij, La promessa sposa dell'inverno. Fiabe in versi e altre poesie, a cura e traduzione di P. Dusi, Liberedizioni, Brescia 2018

Traduzione di poesie di Jakov P. Polonskij, suggerite dal saggio di Innokentij F. Annenskij Le poesie di Polonskij come materiale pedagogico. Liriche adatte a bambini e adolescenti, ma anche a tutti i lettori sensibili disposti a lasciarsi coinvolgere dalla fantasia. Testo Saggi introduttivi di S. Garzonio e L. Jakimova. Illustrazioni di G. Ganzerla.


Marie Bashkirtseff. Viaggio sentimentale con vedute napoletane, a cura di D. Di Leo e E. Gironi Carnevale, UniversItalia, Roma 2018

Il volume raccoglie le relazioni presentate al Colloquio internazionale Marie Bashkirtseff. Viaggio sentimentale con vedute napoletane / Sentimental’noe putešestvie s neapolitanskimi vpečatlenijami (Napoli, 15-16 settembre 2016), al quale hanno partecipato studiosi e cultori di Marie Bashkirtseff (Marija Baškirceva) provenienti non soltanto dalla Russia, dalla Francia e dall’Italia, ma anche dalla Svizzera, dagli Stati Uniti e dalla Nuova Zelanda.


Marija Baškirceva. Sentimental’noe putešestvie s neapolitanskimi vpečatlenijami, a cura di E. Mari e O. Truchanova, UniversItalia, Roma 2018

Artista poliedrica, la Bashkirtseff è stata autrice di un Journal (1887) che ha avuto una straordinaria diffusione attraverso numerose riedizioni e traduzioni. L’autrice vi annotava ogni dettaglio della sua vita, dei suoi incontri amorosi e mondani, delle sue aspirazioni e delusioni artistiche, delle sue cangianti passioni ed emozioni. Le sue due soste a Napoli rappresentano solo una parentesi nei suoi viaggi movimentati, nei quali era sempre accompagnata dalla madre non meno ambiziosa di lei.


Marie Bashkirtseff. Voyage sentimental avec vues de Naples, a cura di E. Dammiano, UniversItalia, Roma 2018

I contributi sono proposti all’attenzione dei lettori nelle tre lingue del convegno (italiano, russo e francese) e divisi in tre sezioni per favorire una più agevole consultazione. A conclusione di ogni volume è posta una bibliografia delle opere di finzione e di critica dedicate alla Baškirceva preceduta da un’Appendice di Tavole e Illustrazioni.


A. Pristavkin, Inseparabili. Due gemelli nel Caucaso, a cura e traduzione di P. Deotto, Guerini e Associati, Milano 2018

Lo scrittore, prendendo spunto da un'esperienza autobiografica, ricostruisce la tragedia della guerra (il romanzo è ambientato nel 1944) attraverso gli occhi di due undicenni, i gemelli Kuz'min. Sullo sfondo delle vicende personali dei due gemelli si delinea una tragedia nella tragedia che Pristavkin rievoca in tutta la sua drammaticità: la deportazione forzata di interi popoli dalle proprie terre di origine.
Saška e Kol'ka Kuz'min, trasferiti insieme ad altri cinquecento ragazzi da un orfanotrofio della periferia di Mosca nel Caucaso, che ai loro occhi appare come una terra meravigliosa, zeppa di stanze del pane dove mangiare a sazietà, si ritrovano ben presto coinvolti nelle tragiche vicende conseguenti alla deportazione forzata dei ceceni accusati di tradimento e collaborazionismo con il nemico. Il contrasto tra il mondo scintillante e luminoso, promosso dalla propaganda staliniana, e le condizioni di vita reali dei due Kuz'min e degli altri orfani, trattati, salvo rare eccezioni, con indifferenza e considerati semplici pedine da utilizzare per la realizzazione di progetti inimmaginabili, disorienta e lascia sconcertati. Pristavkin invita a riflettere sull'insensatezza della guerra e della violenza e sull'importanza del confronto e del dialogo per una coesistenza pacifica tra i popoli.


G. Demidov, Vite spezzate. Storie di uomini e di donne nel terrore staliniano, a cura e traduzione di F. Fici, Le Lettere, Firenze 2018

Il direttore di un istituto di ricerca, una guardia armata nell'estremo Nord siberiano, due cantanti d'Opera in una stazione di transito sono i protagonisti delle tre storie raccolte in questo volume. Scritte tra il 1964 e il 1978, sequestrate e poi rimaste a lungo negli archivi del KGB, e comunque ritenute "inadatte" al lettore russo, rappresentano un tassello essenziale per conoscere la letteratura russa del secolo trascorso. In esse troviamo alcuni temi della grande letteratura: l'amore e la pena per il distacco dalle persone amate; la crudeltà verso gli inermi; l'assurdità dei talenti sprecati; la follia; la pena di uomini e di donne che una catapulta ha scagliato fuori dall'umana esistenza.


Ticontre. Teoria testo Traduzione, Università degli Studi di Trento. Dipartimento di Lettere e Filosofia, 2018

Numero 9/2018 della rivista elettronica "Ticontre. Teoria. Testo. Traduzione". Il numero presenta una sezione monografica dal titolo "I confini del saggio" e altre sezioni e contributi.


A. Gullotta, Intellectual Life and Literature at Solovki 1923-1930. The Paris of the Northern Concentration Camps, Legenda, Cambridge 2018

Nel 1923, lo stato sovietico creò un campo di lavoro forzato nell'arcipelago delle Solovki, sito famoso per un glorioso monastero confiscato dai sovietici dopo la rivoluzione. Il campo divenne il laboratorio del gulag, dove vennero sviluppate le tecniche di sfruttamento del lavoro forzato poi esportate su scala nazionale durante la creazione del sistema dei campi di lavoro in Urss. Centinaia di prigionieri morirono all'interno delle mura del monastero e nelle gelide foreste dell'arcipelago. Tuttavia il campo produsse una sorprendente quantità di attività culturali "rieducative": grazie alla connivenza di parte dell'amministrazione del campo, le Solovki divennero un'incredibile cittadella culturale, dove i valori dell'intelligencija morente rimasero impressi nei lavori artistici e nelle parole dei prigionieri, tra cui figuravano non solo poeti, attori e altri intellettuali, ma anche personalità di spicco quali il famoso studioso Dmitrij Lichacev (1906-99) e, più tardi, Pavel Florenskij (1882-1937), il "Leonardo russo".Questa rigorosa monografia, basata su numerosi materiali d'archivio inediti, ricostruisce la storia culturale del campo e fornisce un'approfondita analisi dei lavori letterari pubblicati sulla stampa interna delle Solovki fino al 1930, cambiando così lo spettro interpretativo attuale sulla letteratura del gulag e mettendo in risalto la straordinaria lotta di un gruppo di uomini in nome della libertà intellettuale.


K. Krychkovska, Ласкаво просимо! Il corso di lingua ucraina. Livelli A1-B1, Hoepli, Milano 2018

"Corso di lingua ucraina" è un corso comunicativo ideato per chi si avvicina alla lingua ucraina per la prima volta. Con un approccio graduato, il manuale permette allo studente l'acquisizione fino al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Le 12 unità didattiche di cui si compone il testo iniziano di norma con un dialogo di vita quotidiana. Il brano iniziale, sempre in lingua autentica, è seguito da esercizi sulla comprensione del testo, da attività per consolidare gli automatismi linguistici e da esercitazioni che guidano lo studente, con metodo induttivo, a pervenire alle norme grammaticali. Ampio spazio è riservato anche ai vari aspetti della cultura e della vita quotidiana ucraina. Alla fine delle unità è presente un ampio eserciziario volto a sviluppare l'uso spontaneo delle strutture comunicative più diffuse, con attività d'ascolto, esercitazioni per l'apprendimento e il consolidamento del lessico, esercizi per la comprensione e la produzione scritta, giochi e cruciverba. Completano il volume elementi di grammatica, tavole grammaticali, le chiavi degli esercizi e un utile glossario. In questa pagina sono scaricabili le tracce Mp3 che contengono la registrazione dei dialoghi e degli esercizi che prevedono un ascolto; allo stesso indirizzo sono inoltre disponibili le trascrizioni dei brani audio non presenti sul manuale.


La tradizione patristica nelle culture slave. Ricezione e continuità, a cura di C. Diddi e V. Nosilia, ECI, Salerno 2018

La raccolta di saggi ha origine da un convegno dal titolo "La tradizione patristica nelle culture slave: ingressi, ritorni, continuità" (Padova, 78 novembre 2016), al quale hanno partecipato specialisti provenienti dall'Italia e dall'estero. I saggi contenuti nel volume tentano di restituire, da prospettive e approcci metodologici diversi, l'inesauribile varietà del tema patristico, focalizzando l'attenzione in particolare sul momento di ingresso dei Padri nelle tradizioni slave, grazie all'opera di traduzione, antologizzazione e rielaborazione. E anche dando il giusto rilievo alla continuità, ovvero alla persistenza di testi e motivi che si ripropongono anche a grande distanza di tempo, rimodulati e adattati a nuovi contesti storicoculturali e a rinnovate sensibilità.

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