Si prega di inviare le segnalazioni con almeno una settimana di anticipo (entro il venerdì precedente), allegando un file con le principali informazioni (copertina, breve testo introduttivo, indicazioni bibliografiche, ecc.). Invia

Segnalazioni editoriali

J. Kiaupienė, Between Rome and Byzantium. The Golden Age of the Grand Duchy of Lithuania’s Political Culture. Second half of the fifteenth century to first half of the seventeenth century, Academic Studies Press, Boston, Massachusetts 2020

The focus of this book is the unique socio-political and socio-cultural community of the Grand Duchy of Lithuania in the golden age of the late fifteenth to early seventeenth century. This study analyses the cultural and political impact of the values disseminated in the newly created state, such as the concept of the state itself, its governance, representation, laws, and other elements of the socio-political system. Through theoretical and factographic arguments, this book demonstrates that the Grand Duchy of Lithuania was a social, political, and cultural link between geopolitical and geo-cultural spaces of the Roman West and the Byzantine East. Located at the cultural crossroads of Europe, Lithuania was an ethnically diverse, multilingual, multi-faith, multicultural national space. Nurtured by international contacts, its political system developed rapidly, influencing the formation of geopolitical and geo-cultural mentality of the whole Central Eastern European region.


T. Fiore, Scritti sulla cultura russa (1910-1960), a cura di M. Caratozzolo, Stilo, Bari 2020

Il presente volume raccoglie una selezione tra i più importanti scritti, pubblicati su quotidiani e riviste, che Tommaso Fiore ha dedicato alla cultura russa, a partire dal 1910 fino all'inizio degli anni Sessanta. Tali riflessioni si declinarono perfettamente con le principali svolte storiche e culturali che caratterizzarono la sua percezione della Russia zarista e di quella sovietica: la Rivoluzione d'Ottobre, la Seconda guerra mondiale, lo stalinismo, il disgelo, il ruolo della Russia in Europa, ma anche il retaggio dei grandi classici (in particolare Tolstoj, Dostoevskij e Cechov), infine la testimonianza degli scrittori contemporanei e la loro diffusione in Italia. La selezione di articoli qui presentata permette di apprezzare, più che in altri testi, lo stile e il metodo di Tommaso Fiore, volti sempre a una ricerca del senso ultimo delle cose e delle contraddizioni presenti nell'anima russa, attraverso il principio dell'accostamento di grandi opposizioni tematiche.

2019

AA.VV., Per Aleksander Naumow. Studi in suo onore, a cura di L. Banjanin, P. Lazarević Di Giacomo, K. Stantchev, Dell'Orso, Alessandria 2019

Il presente volume raccoglie ventitré studi in onore di Aleksander Naumow, Professore ordinario di Slavistica all’Università «Ca’ Foscari» di Venezia, vera «figura poliedrica», come sottolinea Krassimir Stantchev nel profilo biografico che gli dedica. I ventitré autori – Simonetta Pelusi, Cristiano Diddi, Vittorio Springfield Tomelleri, Alessandro Maria Bruni, Marco Scarpa, Barbara Lomagistro, Maria Chiara Ferro, Lucia Baroni, Francesca Romoli, Margarita Živova, Giovanna Brogi, Persida Lazarević Di Giacomo, Mario Enrietti, Anna Vlaevska, Aleksandra Mladenović, Sara Mazzoni, Marija Mitrović, Ljiljana Banjanin, Daniela Rizzi, Nicoletta Cabassi, Alessandro Scarsella, Marija Bradaš e Sanja Roić – rendono omaggio a questo «veneziano d’elezione», secondo la definizione di Giorgio Ziffer nella sua lettera aperta, maestro al quale sono legati da gratitudine e stima e da una medesima passione per gli studi nel campo della slavistica.


AA.VV., Roma e il mondo. Rim i Mir. Scritti in onore di Rita Giuliani, a cura di S. Toscano, J. Nikolaeva, P. Buoncristiano, Lithos, Roma 2019

La miscellanea di studi raccoglie 61 contributi di tema romano suddivisi in 2 sezioni: “Percorsi romani nel tempo e nello spazio” e "Intersezioni russo-romane”, che coprono un arco di tempo che va dall’antichità classica ai nostri giorni. Vi sono rappresentate discipline quanto mai varie: innanzitutto la slavistica, con un’ovvia preponderanza della russistica e della comparativistica italo-russa, e un’ autorevole presenza della filologia slava, della polonistica, ucrainistica, storia della slavistica italiana, semiotica del potere politico. Affiancano le discipline slavistiche l’italianistica, l’ispanistica, le letterature nordiche, la letteratura armena, la lingua albanese, la nederlandistica, la storia dell’arte, la poesia dialettale, la linguistica e la geografia umana. Il volume è corredato della bibliografia di argomento russo-romano di Rita Giuliani e, per gentile concessione della famiglia amica, arricchito da 3 liriche di Michele Colucci.


P. Muratov, Immagini dell'Italia, a cura di R. Giuliani, traduzione di A. Romano, Adelphi, Milano 2019

A distanza di più di un secolo dalla prima pubblicazione, nel dicembre 2019 è uscito per i tipi di Adelphi il primo volume dell’edizione italiana del celebre "Obrazy Italii" di Pavel Muratov. L’opera, curata da Rita Giuliani, è stata tradotta da Alessandro Romano, autore anche dell’apparato di note che dà conto – ed è una novità rispetto alle edizioni in lingua russa – di tutte le fonti del testo muratoviano. L’edizione riproduce il contenuto della prima edizione in due volumi (1911-1912), nella variante testuale riveduta e ampliata dall’Autore nel 1924. L’uscita del secondo volume è prevista nel corso del 2020.


M. Crnjanski, Diario di un reduce, a cura e traduzione di L. Vaglio, Elliot, Roma 2019

Petar Rajić è un giovane soldato serbo dell’esercito austroungarico, colto, sensibile, disincantato, che dopo lo spartiacque della Prima Guerra Mondiale vive lo straniamento di chi è costretto a sentirsi sempre “fuori posto”. Il diario di Rajić è il racconto della sua realtà interiore ed esteriore: di un amore nato sul letto d’ospedale, del legame tra un figlio e una madre, dello stordimento della trincea. Tra i fischi dei proiettili nell’inferno dei campi di battaglia italiani e galiziani, la noia della vita matrimoniale in una città di provincia in Serbia e l’azzurro litorale adriatico, è la storia del tormentato girovagare a cui sono condannati tutti i reduci, nel loro perpetuo e impossibile ritorno verso casa. “Diario di un reduce” è un romanzo di ironia e lirismo, onirico e simbolico, in cui si riconoscono le tracce di Gustave Flaubert e di Laurence Sterne e annoverato tra i vertici massimi della letteratura serba.


AA.VV., Studi di linguistica slava. Nuove prospettive e metodologie di ricerca, a cura di I. Krapova, S. Nistratova, L. Ruvoletto, Edizioni Ca' Foscari, Venezia 2019

I contributi raccolti nel presente volume delineano lo stato dell’arte delle ricerche di linguistica slava svolte recentemente nell’ambito della slavistica italiana. I saggi sono dedicati a temi di morfologia, sintassi, semantica, lessicologia, pragmatica, sociolinguistica e didattica delle lingue slave, in ottica contrastiva, sincronica o diacronica, secondo quadri teorici e approcci metodologici di scuole e tradizioni diverse. La grande varietà dei temi trattati dagli autori, non solo italiani, è la più viva testimonianza della vivacità e della ricchezza che oggi permeano lo studio delle lingue slave in Italia e non solo.


AA.VV., L'Ucraina alla ricerca di un equilibrio, a cura di A. Franco, O. Rumyantsev, Edizioni Ca' Foscari, Venezia 2019

L'Ucraina alla ricerca di un equilibrio. Sfide storiche, linguistiche e culturali da Porošenko a Zelens’kyj. Eurasiatica. Quaderni di studi su Balcani, Anatolia, Iran, Caucaso e Asia Centrale 14


W. F. Ryan, Moshe Taube, The Secret of Secrets: The East Slavic Version. Introduction, Text, Annotated Translation, and Slavic Index, Warburg Institute Studies and Texts, London 2019

The original Arabic Secret of Secrets was probably compiled from multiple sources, and dates from about the tenth century. It purports to be the advice of Aristotle to his pupil Alexander the Great on all the knowledge - political, ethical, military, medical, and occult - needed by a great king. It was translated into Latin, Hebrew, and many European languages. It has been described as one of the most popular books of the Middle Ages. The Hebrew version was translated into a variety of East Slavic, probably in Kiev before 1483. This idiosyncratic version contains major interpolations: a physiognomy by Razes and treatises on poison, sex, and asthma by Maimonides. It is known to have been in the libraries of at least two tsars and two patriarchs in the 16th and 17th centuries. This annotated edition contains a historical introduction, the text, manuscript variants, an analytical glossary, and an English translation.


E. Gherbezza, Dizionario di italianismi in russo, Biblioteca Ambrosiana - Centro Ambrosiano, Milano 2019

Il Dizionario si propone di censire gli elementi lessicali di origine (o mediazione) italiana attestati nella lingua russa, e di riflettere così attraverso il prisma della lingua la storia dei legami culturali – diretti o indiretti, recenti o remoti – che uniscono l’Italia e la Russia. Le voci indagate presentano vari gradi di aderenza al modello italiano: accanto ai prestiti veri e propri – che sono la maggioranza e che si presentano in forma ora più ora meno integrata – troviamo calchi, parole assimilabili a deonomastici derivanti da antroponimi, toponimi o marchionimi italiani, nonché un certo numero di pseudoitalianismi.


Un radioso avvenire?. L'impatto della Rivoluzione d'Ottobre sulle scienze umane, a cura di E. Mari, O. Trukhanova, M. Valeri, Edizioni Nuova Cultura, Roma 2019

È impossibile analizzare il 1917 se non con uno sguardo che catturi l’eterogeneità dell’impatto rivoluzionario e generi una riflessione critica sulle sue rifrazioni a breve e lungo termine. La prospettiva interdisciplinare (storiografica, storico-artistica, culturologica e critico-letteraria), in questo volume, muove inevitabilmente dall’ampiezza continentale dell’evento, lampante fin dai primi anni postrivoluzionari, per poi concentrarsi sulla ricezione specifica dei fatti e le ripercussioni oltrefrontiera, tra speranze tradite e stravolgimento di ogni aspetto del quotidiano, spazi urbani e geografici compresi.


M. Kamyš, Una passeggiata nella Zona, traduzione di A. Achilli, Keller editore, Rovereto 2019

Černobyl’ dopo Černobyl’ – oggi – come nessuno l’ha raccontata. In parte reportage, in parte memoir, in parte romanzo e in parte nuova e insolita geografia letteraria. Una corsa umanissima e a perdifiato nella Zona tra momenti di luce e tenebra, leggerezza e toccante profondità.


Alle due sponde della cortina di ferro. Le culture del dissenso tra Italia, Francia e URSS (1956-1991), a cura di C. Pieralli, T. Spignoli, F. Iocca, G. Larocca, G. Lo Monaco, Go Ware, Firenze 2019

Il volume restituisce un quadro complesso delle diverse forme di cultura del dissenso che dagli anni Cinquanta in poi interessano l’Ovest e l’Est europeo, come l’area francoitaliana e quella slavo-orientale (Russia, Bielorussia e Ucraina Sovietiche). Queste aree risultano contraddistinte dalla nascita di forme di contestazione nei confronti dell’establishment culturale e politico, che si manifestano in modo antitetico (e con conseguenze diverse) sia in rapporto agli eventi storici che segnano il periodo 1956-1991, sia al tipo di stato in cui queste forme si diffondono. In una prospettiva analitica che privilegia la descrizione della nascita e dello sviluppo dei fenomeni controculturali, si propone per la prima volta un “atlante del dissenso”, propedeutico alla comprensione di un periodo nevralgico della storia culturale e dell'identità europea.


AA.VV., L'altro Sessantotto: politica e cultura nell'Europa centro-orientale e orientale, a cura di C. Diddi, V. Nosilia, M. Piacentini, Europa Orientalis, Salerno 2019

Il volume raccoglie una parte degli interventi presentati nel corso del seminario “Il Sessantotto delle altre Europe” e del convegno ad esso legato “Letterature contro: cambiamenti culturali nel Sessantotto delle altre Europe”, svoltisi tra marzo e giugno del 2018 all’Università di Padova con la partecipazione di numerosi studiosi italiani e stranieri. La ricorrenza celebrativa offriva un’ottima occasione per rivisitare criticamente gli eventi dei Sessantotto oltre cortina (là dove hanno avuto luogo), ma anche nell’ex Jugoslavia, senza perciò trascurare quei paesi per i quali il Sessantotto è rimasto per lo più una mera data del calendario. Una rivisitazione necessaria e senz’altro utile alla luce dei materiali d’archivio portati alla luce e degli studi che su questo evento hanno potuto essere avviati liberamente nel blocco orientale solo dopo il 1989.


A. Niero, Tradurre poesia russa. Analisi e autoanalisi, Quodlibet, Macerata 2019

La poesia russa è fondamentalmente legata a un tradizionalismo delle forme non venuto meno neanche nel XX secolo. Ciò ha costituito (e costituisce) una sfida per traduttori, poeti e poeti traduttori italiani, da sempre posti davanti al dilemma se privilegiare o meno, nella lingua d’arrivo, gli istituti delle forme chiuse. Procedendo per case studies emblematici, che vanno dalle versioni italiane di lirici del primo Ottocento (gli “Evgenij Onegin italiani”) fino alle traduzioni di poeti secondonovecenteschi (Iosif Brodskij e Dmitrij Prigov), nel volume vengono esplorate e contestualizzate le dinamiche con cui la tradizione poetica russa è stata ed è accolta nella “tradizione di traduzione poetica” italiana. Sono chiamate in causa figure quali Ettore Lo Gatto, Giovanni Giudici, Renato Poggioli, Angelo Maria Ripellino, traduttori recenti e – in modalità autoanalitica – l’autore stesso del volume.


T. Fiore, I corvi scherzano a Varsavia, a cura di S. Guagnelli, Stilo, Bari 2019

Dopo aver partecipato al Congresso Internazionale degli Intellettuali per la Pace (Wrocław, 25-28 agosto 1948) Tommaso Fiore torna nella Repubblica Popolare di Polonia nel novembre del 1953 come capo delegazione della Associazione italiana per i rapporti culturali con la Polonia. Dalle impressioni ricavate nel corso delle due esperienze, soprattutto della seconda, nasce "I corvi scherzano a Varsavia", che viene qui riproposto con un ricco apparato di note e una introduzione a cura di Simone Guagnelli. Questo testo, ancora fresco e avvincente, sospeso tra il genere odeporico, storico, politico e puramente letterario, costituisce il primo tassello della trilogia che l’autore ha dedicato all’Utopia del socialismo in Europa orientale; ad esso seguiranno, infatti, Al paese di Utopia, sulla Russia sovietica, e Sull’altra sponda, dedicato all’Albania (entrambi già pubblicati da Stilo Editrice).

­