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Segnalazioni editoriali

2019

M. Caratozzolo, Tommaso Fiore e la Russia. Il riscatto degli oppressi tra meridionalismo e socialismo, Stilo, Bari 2019

Il volume documenta il rapporto tra la Russia e il Mezzogiorno secondo Tommaso Fiore − autorevole esponente del meridionalismo −, il quale nel corso del Novecento elabora una visione caratterizzata da un confronto fra due aree geograficamente lontane ma culturalmente molto vicine. Lo studio permette di comprendere come Fiore abbia interpretato organicamente una cultura a lui lontana, confrontandola con i suoi valori di intellettuale del Sud Italia. Nella visione dello scrittore pugliese le istanze del meridionalismo si incontrano con il socialismo, di cui volle verificare personalmente gli esiti storici, trovandovi limiti evidenti ma anche forti elementi di progresso e di utopia.


L. Ginzburg, Leningrado. Memorie di un assedio, traduzione di F. Gori, Guerini e Associati, Milano 2019

Le «Memorie di un assedio» di Lidija Ginzburg offrono una straordinaria testimonianza sui novecento giorni d’assedio di una Leningrado trasfigurata dalla guerra, luogo di devastazione e morte. Questi diari sono insieme cronaca storica e riflessione filosofica sulla condizione dell’assediato: il protagonista, un intellettuale denominato N, quasi un alter ego maschile dell’autrice, diventa il simbolo della resilienza, dell’individuo che lotta per preservare la propria dignità malgrado la degradazione disumanizzante.


C. Pieralli, L. Jurgenson, Lo specchio del Gulag in Francia e in Italia. La ricezione delle repressioni politiche sovietiche tra testimonianze, narrazioni, rappresentazioni culturali (1917-1987), Pisa University Press, Pisa 2019

Studiare la ricezione delle repressioni politiche sovietiche come memoria europea significa scoprire le basi su cui poggia oggi que­sta memoria, così incerta e traballante, nonché comprendere da quali versanti si può muovere per recuperare a questa memoria il posto che le spetta all’interno della coscienza memoriale eu­ropea e, in ultima analisi, del sentire collettivo. Questo libro in­tende aprire una nuova prospettiva di indagine sul più longevo totalitarismo europeo. Si tratta di una prospettiva problematica e multidisciplinare, fondata su un assetto metodologico innovativo che ha al suo centro la ricerca e la ricomposizione della “traccia” della ricezione del Gulag nell’Occidente europeo. Si intende, così, aprire una riflessione che promuove la conoscenza di una memo­ria, quella del Gulag, come memoria identitaria europea; una me­moria che stia al fianco di altre memorie del male, ufficializzate e certificate da istituzioni e tribunali internazionali.


AA.VV., Arturo Cronia. L'eredità di un maestro a cinquant'anni dalla scomparsa. Atti del Convegno di Studi (Padova, 20-21 novembre 2017), a cura di R. Benacchio, M. Fin, Esedra Editrice, Padova 2019

Si pubblicano qui gli Atti del Convegno dedicato ad Arturo Cronia (1896-1967), tenutosi nel novembre 2017 a Padova per rendere omaggio, a cinquant’anni dalla scomparsa, all’illustre studioso zaratino, annoverato tra i padri fondatori della slavistica italiana, che per trent’anni ha esercitato il suo magistero presso l’Ateneo di Padova. Attraverso gli studi qui raccolti viene messa in luce l’importanza che la figura scientifica di Arturo Cronia ha avuto e ha tuttora nei diversi settori degli studi slavistici, e in particolare serbo-croatistici, in cui ha operato. Viene posto l’accento anche sull’impegno profuso da Cronia per la costituzione della Biblioteca dell’Istituto di Filologia slava e vengono messi in luce le sue non comuni doti di docente testimoniate anche dalle tesi di laurea condotte sotto la sua guida competente e generosa.


N. Joldeski, A ciascuno il suo lago, traduzione di D. Fanciullo, Mimesis Edizioni, Milano 2019

I racconti di Nenad Joldeski, in stile minimalista, hanno come centro l'intimità dell'uomo e dello scrittore sullo sfondo della dimensione urbana. In essi sono affrontati temi quali l'amore e la tristezza, l'esistenza e la morte, il dolore e la demarcazione dell'identità. La narrazione segue la forma del racconto breve. Attraverso un processo di aderenza tra narrazione e finzione siamo proiettati in un'introspezione che vuole ristabilire il rapporto tra testo e lettore, sia che ciò avvenga tra le pareti di una stanza di hotel, tra le vie nebbiose della città, nei ricordi o nel legame tra arte e inconscio. Nenad Joldeski (Struga, 1986) si è laureato presso la Facoltà di Economia di Skopje e successivamente ha ottenuto una laurea in Letteratura comparata. È autore di alcune raccolte di racconti brevi e di poesie. Il suo romanzo "A ciascuno il suo lago" ha vinto nel 2016 l'European Union Prize for Literature ed è stato tradotto in diverse lingue.


O. Trukhanova, Il Vate, il Poeta, l'Esule. Brodskij rilegge Dante, UniversItalia, Roma 2019

La Russia ha consolidato nel tempo un appassionato culto di Dante. Sotto la guida spirituale dell’Achmatova anche il giovane Josif Brodskij (Leningrado 1940-New York 1996) impara a coltivare una duratura passione per il poeta fiorentino. Amare Dante non significa, però, mettersi nelle sue scarpe e imitarlo; propriamente significa assumerlo come guida e modello, interlocutore costante, cercando di trovare nell’originalità della propria poesia echi e motivazioni ritornanti dal medioevo poetico e storico. Questo libro ripercorre la vita poetica e culturale di Brodskij, mettendone in luce la genesi, le ragioni profonde, la simbologia intricata, l’attraversamento della propria ‘selva oscura’ per attestarsi, se non in paradiso, in una radura di pacificata contemplazione.


A. Shibarova, A. Yarin, Raz, dva, tri!. Corso di lingua russa, vol. 1, a cura di E. Freda Piredda, A. Krasnikova, Hoepli, Milano 2019

La comunicazione verbale è un fenomeno molto complesso, ma naturale, e il manuale "Raz, dva tri!" vuole attivarne fin dalle prime pagine le molteplici dimensioni in una lingua ancora sconosciuta a chi lo utilizzerà: il russo. Un compito arduo, che i due autori madrelingua, Anna Shibarova e Aleksandr Yarin, affrontano con competenza, leggerezza, intelligenza, senso dello humour. Il risultato è un manuale davvero "comunicativo". "Raz, dva, tra", pensato per circa 100-120 ore accademiche (livello A2 del Quadro Comune Europeo di riferimento per le Lingue), nasce dal lavoro della Cattedra di Slavistica dell'Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, ed è stato adattato per gli apprendenti italiani da E. Freda Piredda e A. Krasnikova, docenti di lingua russa dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.


AA.VV., Русское присутствие в Италии в первой половине ХХ века. Энциклопедия, a cura di А. д'Амелия, Д. Рицци, Политическая энциклопедия, Москва 2019

Энциклопедия «Русское присутствие в Италии в первой половине ХХ века» призвана воссоздать подробную картину итальянской эпохи в судьбе первой волны русской эмиграции, восстановить забытые страницы жизни русской общины, в том числе ее взаимодействия с итальянским обществом и культурой. Благодаря энциклопедии, составленной известными итальянскими учеными-славистами, становится понятной реальная картина существования «русского мира» в Италии, его влияния на культурную и общественно-политическую жизнь страны, а также на общеевропейскую эмиграцию.


Н. Малютина, А. Маронь, Проблема культурной (само)идентификации героя в новейшей постсоветской драме, Collegium Colombinum, Kraków 2019

Rid Gračëv, Adamčik. Un eroe neorealista nella Russia sovietica, a cura di Marco Sabbatini, traduzione di M. Capossela, Pisa University Press, Pisa 2019

Rid Gračëv (1935-2004), prosatore, poeta e saggista, agli inizi de­gli anni Sessanta è una delle grandi promesse della letteratura di Leningrado. Vera Panova lo celebra come il più brillante auto­re della nuova generazione. I contemporanei, tra cui Andrej Bi­tov, Iosif Brodskij e Sergej Dovlatov ne riconoscono l’indiscusso talento, ma la sua consacrazione a metà anni Sessanta è vani­ficata da due forze ineffabili: la censura e la pazzia. Adamčik, il suo testo narrativo più emblematico, non sarà mai pubblica­to in URSS. Scritto nel 1962, è una rivisitazione neorealista del “piccolo uomo” di tradizione pietroburghese, un “piccolo Ada­mo” calato in una sovietica quotidianità operaia e alienante. Per Rid Gračëv la nevrosi esistenziale dei suoi eroi-Sisifo muterà presto in psicosi personale. La sua parabola letteraria, dissoltasi nell’anonimato, merita di essere riscoperta, dando voce qui a una delle pagine meno note e più originali della narrativa russa del secondo Novecento.


D. Fanciullo, Temporal expression in nominals. Tripartite deictics in the Bulgarian Rhodope dialects, Peter Lang, Bern, Switzerland 2019

Il volume (in inglese) presenta l'analisi dei deittici tripartiti nel dialetto bulgaro dei Rodopi e precisamente l'uso delle tre forme determinative -s, -t e -n associate ai nominali. L'autore esplora il dominio del valore temporale nella struttura nominale di altre lingue, per la maggior parte non Indoeuropee, per comprendere la relazione tra il parlante, il destinatario, l'interpretazione temporale e le conseguenze sulla morfosintassi. Viene dimostrato che la scelta dei valori temporali e semantici dei deittici nelle parlate dei Rodopi è basata su fattori cognitivi e contestuali. I dati raccolti, che comprendono anche dati di prima mano, sono supportati da un'analisi qualitativa e quantitativa. Lo scopo di questa ricerca è quello di contribuire al processo di creazione della teoria dell'espressione temporale nei nominali, che potrà essere utile anche in prospettiva tipologica e nell'ambito della linguistica slava.


AA.VV., Arturo Cronia. L'eredità di un Maestro a cinquant'anni dalla scomparsa, a cura di Rosanna Benacchio, Monica Fin, Esedra, Padova 2019

Si pubblicano qui gli Atti del Convegno dedicato ad Arturo Cronia (1896-1967), tenutosi nel novembre 2017 a Padova per rendere omaggio, a cinquant’anni dalla scomparsa, all’illustre studioso zaratino, annoverato tra i padri fondatori della slavistica italiana, che per trent’anni ha esercitato il suo magistero presso l’Ateneo di Padova. Attraverso gli studi qui raccolti viene messa in luce l’importanza che la figura scientifica di Arturo Cronia ha avuto e ha tuttora nei diversi settori degli studi slavistici, e in particolare serbo-croatistici, in cui ha operato. Viene posto l’accento anche sull’ impegno profuso da Cronia per la costituzione della Biblioteca dell’Istituto di Filologia slava e vengono messe in luce le sue non comuni doti di docente testimoniate anche dalle numerose tesi di laurea condotte sotto la sua guida competente e generosa.


I. Vishnevetsky, Leningrad. Racconto, a cura di D. Rizzi, L. Ruvoletto, traduzione di P. Bertini, G. Falcomer, A. Migliorini, M.V. Nicolis, Cafoscarina, Venezia 2019

L’autore (1964) 
è un poeta e scrittore russo che vive a Pittsburgh, in Pennsylvania. Ha pubblicato dieci volumi di versi e prosa, alcuni dei quali sono stati tradotti in altre lingue. È anche autore di saggi di storia della letteratura e della musica, e di un lungometraggio sul soggetto di "Leningrad". Pubblicata per la prima volta nel 2010, quest’opera è stata definita «un cupo postscriptum all’Età d’argento russa». Il testo si configura come una raccolta di «citazioni dirette e modificate che narrano fatti realmente accaduti o frutto di fantasia»: sezioni narrative si alternano a frammenti di diari e lettere, documenti ufficiali a intermezzi in versi, ricostruzioni storico-linguistiche a passi della liturgia sacra. 
In appendice, una mistificazione: una raccolta di dodici brevi componimenti realizzati da un autore fittizio, il poeta post simbolista Arsenij Tatiščev. "Leningrad" ha ricevuto i premi letterari Novyj Mir (2010) e NOS-Novaja Slovesnost’ (2011).


Ljudmila Petruševskaja, La bambina dell'hotel Metropole, traduzione di Giulia Marcucci e Claudia Zonghetti, Brioschi editore, Milano 2019

È con una penna graffiante che Ljudmila Petruševskaja restituisce la memoria di un’infanzia sovietica a cavallo della seconda guerra mondiale. Il filo dei ricordi si snoda in un quadro familiare ricco e stravagante, dove emergo l’affetto bruciante per il bisnonno Tato, tra i primi ad aderire alla causa bolscevica, le vibrazioni nostalgiche per una madre assente e l’ammirazione per nonno Kolja, il celebre linguista che tenne testa a Stalin. La piccola Ljudmila figura tra i tanti sfollati che nel gelo del 1941 lasciano Mosca per Kujbyšev, al riparo dalla linea del fronte. Con la nonna e la zia, la vita è segnata dagli stenti: cibo e cherosene sono razionati, il calore di un cappotto è un sogno. In più, su una famiglia come la loro, di “nemici del popolo”, pende anche la viltà dell’emarginazione sociale. A tutto questo, però, la piccola risponde con un disinvolto susseguirsi di avventure e ribellioni quotidiane che anticipano una vita di anticonformismo.

2018

A. Achilli, La lirica di Vasyl' Stus. Modernismo e intertestualità poetica nell'Ucraina del secondo Novecento, Firenze University Press, Firenze 2018

La poesia di Vasyl’ Stus (1938-1985) è uno dei più ricchi e complessi capitoli della storia letteraria dell’Ucraina tardo-sovietica. Frutto non solo del talento, ma anche dell’erudizione e della profonda consapevolezza culturale del suo autore, la lirica stusiana è un’eloquente dimostrazione della presenza di un importante filone modernista nella letteratura dell’underground ucraino dell’età della Stagnazione. Il Modernismo di Stus, ideale evoluzione della cultura poetica ucraina dei primi decenni del secolo, si nutre di un intenso dialogo intertestuale con la letteratura europea. Oltre al modello della poesia ucraina ottocentesca e primo-novecentesca, la ricezione stusiana della lirica russa e tedesca si rivela fondamentale per una piena comprensione del palinsesto letterario della sua opera, di cui si propone una lettura complessiva dagli esordi alle raccolte della maturità.


AA.VV., Russica Romana. Volume XXV, 2018, Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma 2018

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