Si prega di inviare le segnalazioni con almeno una settimana di anticipo (entro il venerdì precedente), allegando un file con le principali informazioni (copertina, breve testo introduttivo, indicazioni bibliografiche, ecc.).

Segnalazioni editoriali

2016

AA.VV., Cultura e ideologia nei vocabolari. Lessicografia italiana e russa a confronto, a cura di A. Bonola, M.C. Gatti, EduCatt, Milano 2016

Uno degli obiettivi di questo libro è dunque mostrare che le parole, per il fatto stesso di circoscrivere concetti, interpretano la realtà, veicolano un certo modo di vederla e, dunque, una certa cultura, fin negli aspetti più concreti dell'esistenza: la percezione olfattiva (Basalaeva), la denominazione dello spazio (Bulygina, Tripol'skaja), o la "bistecca" quotidiana, descritta dai vocabolari italiani con interessanti quanto comiche variazioni riguardo alla sua collocazione entro i confini della natura o della cultura (Gobber).


Гроссмановский сборник. Наследие современного классика / Grossman Studies. The Legacy of a Contemporary Classic, a cura di M. Calusio, A. Krasnikova, P. Tosco, EduCatt, Milano 2016

What we present here is the third volume of this series, which explains the ambitious title we chose: Grossman Studies. As for the previous volumes, this too is the result of the re-elaboration of the texts presented during a conference: the third organized by the Study Center, which took place in September 2014, for the 50th anniversary of the writer's death, in Moscow, at the A. I. Solzhenitsyn House for the Russian Diaspora. The title of the conference – «Vasily Grossman's Heritage: Originality of a XX Century Classic» – inspired the title of the second part of our volume: «The Legacy of a Contemporary Classic». The assumption which lies at its foundation – and which was investigated by the participants at the conference – is that Grossman is not only a significant representative of a particular period in Russian history and literature, this is to say the Soviet period, but also a great contemporary classic, who is able to talk to today's people and created extremely innovative works from a philosophical and artistic point of view. He deservedly lives, together with Pasternak, Solzhenitsyn, Shalamov and his beloved Platonov, "in another time, in the eternally present time of the ‘classics', without which it would be much more difficult to experience our arduous present adequately and with dignity and to know it and appreciate it freely", as Vittorio Strada, one of the most distinguished voices of Russian studies in Italy, wrote in the essay that we publish here. The different papers by literary historians, philologists, linguists, philosophers, jurists, historians, teachers, are here presented in alphabetical order (first Cyrillic, then Latin). The edition is bilingual, in Russian and in English. Since it is primarily addressed to the Russian public, most of the essays are in Russian. The abstracts, on the other hand, are all in English so that even those who are not familiar with Russian language can understand the content of the papers presented here.


Ivan Ivanovič Sollertinskij, Musica e letteratura al tempo dell'Unione Sovietica. Saggi, a cura di Samuel Manzoni, LIM, Lucca 2016
Musicologo versatile e poliedrico, Ivan Ivanovič Sollertinskij (1902-1944) ha contraddistinto l'approccio critico della nascente società sovietica lungo poco più di vent'anni, esercitando una riconosciuta incidenza nell'analisi di opere e autori. Grazie a un'esposizione letteraria, quasi romanzata del materiale preso in esame, egli è riuscito a unire fenomeni all'apparenza distanti fra loro spaziando in modo omogeneo all'interno di tutte le arti. Dal sinfonismo dialogico-shakespeariano a quello monologico-byroniano, passando attraverso le "chaplinerie" mahleriane o le tinte fiamminghe di van Ostare e Bruegel presenti in Brahms, questo libro ripercorre l'analisi critica di alcuni dei suoi più celebri saggi, offrendo al lettore contemporaneo uno sguardo sincero sull'interpretazione artistico-culturale al tempo dell'Unione Sovietica. Talvolta menzionato per la longeva amicizia che lo legò al celebre compositore Dmitrij Šostakovič, il quale dedicò in sua memoria il Trio per pianoforte n. 2 op. 67, Sollertinskij è rimasto dimenticato per decenni a eccezion fatta per le postume raccolte a cura dell'amico e collega Michail Druskin. Sino a oggi nessun musicologo si era mai dedicato a indagini mirate su questa importante figura di intellettuale e musicologo sovietico, relativamente poco noto in Occidente, ma di risaputa importanza nella formazione di una conoscenza intellettuale d'avanguardia nella Russia degli anni '30.

Alessandro Amenta, Le parole e il silenzio. La poesia di Zuzanna Ginczanka e Krystyna Krahelska, Aracne Editrice, Roma 2016

Le poetesse polacche Zuzanna Ginczanka (1917–1944) e Krystyna Krahelska (1914–1944) sono accomunate da una "biografia simbolica", specchio di un'epoca tumultuosa e drammatica. La leggenda che circonda le loro vite ha lasciato un segno profondo nell'immaginario collettivo, ma ne ha messo in ombra l'opera letteraria e ne ha condizionato a lungo la ricezione. Il volume affronta la loro produzione poetica in ottica comparativa, analizzando le tematiche centrali e le principali soluzioni formali sullo sfondo del contesto culturale della Polonia tra gli anni Trenta e la Seconda Guerra Mondiale.


Antonio Civardi, Linguistic Variation Issues. Case and Agreement in Northern Russian Participial Constructions, Firenze University Press, Firenze 2016

This study offers a novel approach to a longstanding problem in Slavic Linguistics, the formal representation of the Northern Russian participial constructions in -n(o)/-t(o). Unlike previous works, the methodological stance adopted by the author focuses on singling out all the relevant patterns of variation and on pursuing a unified explanation for them. The key to the solution of the puzzle is the idea that the participial affix -n-/-t- and the agreement inflections are not just pieces of morphology inserted post-syntactically, but true heads that enter the computation and are able to manipulate the argumental roles of the verb and to check the EPP. The author's proposal is properly framed in the context of current debate on interlanguage variation.


Marco Puleri, Narrazioni ibride post-sovietiche. Per una letteratura ucraina di lingua russa, Firenze University Press, Firenze 2016

Alla luce dei drammatici eventi che hanno sconvolto l'Ucraina a partire dal novembre del 2013, l'ambizione dell'itinerario intrapreso all'interno di questo lavoro è quella di porsi come base per la formulazione di nuovi punti di contatto, per un dialogo tra tradizioni e culture che oggi vengono scosse ancora una volta dai moti della Storia. L'autore prende in esame i percorsi di auto-identificazione del fenomeno letterario ucraino di lingua russa. Con l'ausilio di interviste ad importanti esponenti del contesto letterario russofono ucraino, realizzate alla vigilia della cosiddetta 'crisi ucraina', si osserveranno da vicino le origini della natura marginale di queste 'narrazioni ibride post-sovietiche'.


Tema & Variazioni. Quaderni di Studi slavi. N. 1. Lo spazio e il tempo. Categorie filosofiche e forme narrative in area slava, a cura di E. Dammiano, E. Gironi Carnevale, E. Mari, O. Trukhanova, Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", Napoli 2016

Parlare di un testo, come di un'opera d'arte in genere, significa parlare di un corpo, ossia di un qualcosa che può essere collocato o definito in base a determinate coordinate spazio-temporali. Tali coordinate, la cui espressione è frutto delle diverse tensioni pragmatiche e spirituali che si avvicendano in epoche differenti, si originano sempre da un rapporto di tipo osmotico fra lo spazio ed il tempo, le cui (dis)articolazioni comportano altrettante (dis)locazioni. L'affermazione di un spatial turn così come di un temporal turn, non solo nel campo dei cultural studies, affonda le sue radici proprio nel superamento del principio secondo cui sarebbe possibile descrivere, citando Musil, «l'esuberante molteplicità della vita in una sola dimensione». Arte e realtà si trovano, allora, ad essere intrecciati nei luoghi delle diacronie temporali, i cui schemi si incrociano con quelli ermeneutici del lettore/fruitore contemporaneo. Lo spazio artistico-letterario come luogo depositario di immagini distillate dal tempo è, dunque, quello del corpo dell'opera d'arte, che si articola secondo le dinamiche di appartenenza e distanziazione al/dal multiforme corpo della realtà.


AA.VV., Ivan A. Gončarov. Neue Beiträge zu Werk und Wirkung, a cura di A. Hultsch, Böhlau Verlag, Köln-Weimar-Wien 2016

Il volume comprende i seguenti contributi: Oblomovka come anti-Itaca. A proposito della questione dell'"uomo odisseico" in Gončarov (P. Thiergen); Son Oblomova. Idillio, idillio fittizio o idillio frammentario? (M. Böhmig); Appello per un pensiero alternativo. Annotazione sulle potenzialità della ricezione dell'Oblomov di Gončarov (D. Schümann); Gončarov tra Dostoevskij, acqua e terra. Il punto di vista ceco (M. Gaži); Libero arbitrio vs oblomovščina (Y. Pörzgen); "Bol'še vsego jaykom čelovek prinadležit svoej nacii". I.A. Gončarov come patriota della lingua (A. Hultsch); Gončarov e il "nuovo dramma" russo. Oblom off di Michail Ugarov (A. Graf), "Lettera a Oblomov". Poeti ungheresi leggono Oblomov di Gončarov (A. Molnár). Concludono il volume la rassegna, curata da A. Hultsch, delle novità librarie in lingua tedesca dedicate a Gončarov a partire dal 1994, gli indici dei nomi e delle opere e l'elenco degli autori.


Gabriele Mazzitelli, Le pubblicazioni dell'Istituto per l'Europa orientale. Catalogo storico (1921-1944), Firenze University Press, Firenze 2016

Nella prima parte del volume si ricostruisce, anche sulla base di materiale d'archivio, la storia dell'Istituto per l'Europa orientale (Ipeo), fondato a Roma nel 1921, la cui attività fu caratterizzata da una notevole produzione editoriale che si lega strettamente alla nascita e allo sviluppo della slavistica italiana. Malgrado l'inevitabile convivenza con il fascismo e il piegarsi in qualche modo a una linea di condotta che soprattutto negli anni Trenta affiancò la politica del regime, l'attività dell'Ipeo fu improntata a un sincero desiderio di diffondere soprattutto la conoscenza di un mondo per molti aspetti ancora poco conosciuto nel contesto italiano. L'Ipeo operò fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando nel mutato contesto geopolitico determinato dalla fine del conflitto, vennero meno i finanziamenti governativi e anche i presupposti politici e culturali che ne avevano favorito la nascita. La seconda parte del volume è occupata dal Catalogo generale alfabetico di tutte le pubblicazioni dell'Ipeo, corredato da un Catalogo cronologico e dall'Indice degli autori, curatori, traduttori e prefatori.


AA.VV., L'Occident vu de Russie. Anthologie de la pensée russe de Karamzine à Poutine, a cura di Michel Niqueux (scelta, presentazione e traduzione), prefazione di Georges Nivat, Institut d'Études Slaves, Parigi 2016

À cheval sur l'Europe et l'Asie, qui l'envahirent à plusieurs reprises, sans héritage gréco-romain ou catholique, occidentalisée de force (dans ses couches supérieures) par Pierre le Grand qui, au début du XVIIIe siècle, «perça» une «fenêtre sur l'Europe», la Russie a fait de son rapport à l'Occident non seulement une question géopolitique, mais aussi existentielle et philosophique : il en va de son identité nationale, de son organisation sociale et politique, de son «âme» ou de sa «civilisation», et du lien de celle-ci avec les «valeurs universelles» des Lumières. Dès le début du XIXe siècle, écrivains et penseurs russes débattent, et se divisent, sur les voies du développement de la Russie : faut-il protéger la Russie du poison européen de l'athéisme et de la dépravation (M. Magnitski, 1820), sauver l'Europe de la décadence (A. Kraïevski, 1837), ou devenir des Russes d'esprit européen (V. Biélinski, 1841), et suivre le même chemin que l'Europe occidentale, en nous gardant de ses erreurs (N.Dobrolioubov, 1859), pour ensuite la rattraper et la dépasser comme le voulaient les bolcheviks ? La «révolution conservatrice» actuelle, qui se développe en réaction à la perestroïka, avec son anti-occidentalisme, la dénonciation de la décadence de l'Occident «pourri», le rejet du modèle libéral-démocratique pour une voie russe originale, ou eurasienne (A.Douguine, 2011), ne peut être comprise sans remonter aux débats de la première moitié du XIXe siècle, qui restent d'une étonnante actualité.


Viktor Krivulin, Concerto a richiesta e altre poesie, a cura di Marco Sabbatini, Passigli editori, Firenze 2016

Questa prima antologia italiana di Viktor Krivulin è rappresentativa dell'opera di una tra le personalità più carismatiche della Russia del secondo Novecento, testimone e partecipe del trapasso dalla realtà culturale sovietica a quella russa contemporanea. Sin dagli esordi, Krivulin si lascia ispirare dalla sua "città-musa", quella Leningrado-Pietroburgo dal passato drammatico e dal vissuto quotidiano austero che lo consegna all'universo sotterraneo della letteratura non conformista. Negli anni Settanta, i suoi versi intrisi di lirismi, slanci metafisici e quesiti storiosofici si nutrono di letture semiclandestine, forgiate nel prolifico underground culturale e diffuse in samizdat. Durante la Perestrojka si fa più nitido il motivo civile, il poeta è parte attiva del processo di democratizzazione del paese e nel 1991 è tra i promotori del ritorno al nome originario della città di San Pietroburgo. A partire da questo simbolico crocevia, l'ultimo Krivulin associa all'inclinazione culturologica una scrittura mutevole e imprevedibile; come in "Concerto a richiesta", la raccolta che dà il titolo alla presente antologia, dove alle suggestioni decadenti della Russia tardonovecentesca si sovrappongono l'esperimento linguistico, la decostruzione formale, la citazione estemporanea e una sempre meno velata ironia. (Premio Alpi Apuane, sezione 'Voci d'Europa' - traduzione letteraria, XXXIV edizione, anno 2016)


AA.VV., Disappartenenze. Figure del distacco e altre solitudini nelle letterature dell'Europa centro-orientale, a cura di L. Banjanin, K. Jaworska, M. Maurizio, Stilo editrice, Bari 2016

Il volume propone gli interventi al convegno 'Disappartenenze. Figure del distacco e altre solitudini nelle letterature dell'Europa centro-orientale', tenuto il 5 e 6 marzo 2015 all'Università di Torino e promosso da Ljliana Banjanin, Krystyna Jaworska, Massimo Maurizio e Roberto Merlo. Il titolo fa riferimento alla problematicità delle questioni identitarie nelle aree serba e croata, romena, polacca e russa che, con modalità talvolta assai diverse, sono caratterizzate da un senso di appartenenza critica alla cultura di riferimento, ma anche dal distacco dai modelli prevalenti. Scopo di queste pagine è analizzare – nell'età contemporanea – i filoni letterari, i movimenti artistici, ma anche le manifestazioni storiche e le figure concrete, che si pongono come alternative ai modelli egemonici delle culture di appartenenza, con particolare attenzione a letterature, arte, teatro e cinema.


AA.VV., disAccordi. Antologia di poesia russa 2003-2016, a cura di M. Maurizio, Stilo editrice, Bari 2016

L'idea di questo libro nasce da un profondo affetto per la Russia e dalla preoccupazione che ne scaturisce per la storia recente del Paese. I 'disaccordi' lirici di quest'antologia appartengono a 29 autori contemporanei e, con modi, forme e approcci diversi, esprimono la percezione della violenza nel quotidiano. La Russia di oggi si dibatte tra la nostalgia di un passato mitizzato, la proposta di un'identità nazionale non meglio definita e l'ambizione di molti a liberarsi dal giogo di queste imposizioni e di quel soffocante passato in grado di inibire l'aspirazione a trovare una propria via personale (re)inventando la propria identità. La percezione della violenza nasce dalla consapevolezza di questo dissidio. In questo senso, la scrittura può divenire una forma intima di resistenza nonostante tutto.


V. Barka, Il principe giallo, traduzione di A. Achilli, Pentagora, Savona 2016

Nel grande libro dei genocidi e delle atrocità contro i popoli, scritto con dedizione per tutto il XX secolo, un posto va riservato allo sterminio dei contadini ucraini che non si erano piegati alla collettivizzazione forzata, condannati alla fame dal regime sovietico negli anni 1932-33. C'è chi riferisce due milioni di morti, chi molti di più. Holodomor (morte per fame) è il nome corrente di questa tragedia, ancora misconosciuta in Italia. La racconta Vasyl' Barka, poeta, scrittore ucraino, testimone diretto, nel romanzo Žovtyj knjaz' (Il principe giallo) attraverso la storia di una famiglia. Questa è la prima traduzione italiana del romanzo di Barka, curata da Alessandro Achili sul testo originale in lingua ucraina.


AA.VV., Ticontre. Teoria Testo Traduzione, 5, Trento 2016

La rivista «Ticontre. Teoria Testo Traduzione» nasce dall'esigenza di fornire una piattaforma di discussione aperta, che sia in grado di proporre una riflessione sul testo letterario innovativa, ma allo stesso tempo consapevole degli elementi della tradizione critica italiana che hanno reso questa una delle più importanti al mondo. La rivista intende inoltre offrire al dibattito critico gli spunti più interessanti provenienti dalle esperienze critiche (e letterarie) straniere.


AA.VV., Studi Comparatistici. Letteratura e opera lirica, 11-12, 2013, 2016

Il potere di fascinazione sprigionato dal melodramma ha trovato copiosi riverberi nelle pagine dei letterati, vuoi in resoconti personali (diari, carteggi, memorie), vuoi in riflessioni critiche, vuoi in pagine di romanzo. Talché a loro volta i filologi e i critici, e in genere i cultori delle letterature moderne, si trovano a dover spesso richiedere soccorso alla musicologia, per meglio intendere la fattispecie e la meccanica degli oggetti melodrammatici evocati o descritti o vagheggiati dai letterati. Il convegno del 18-19 aprile 2013 su Letteratura e opera lirica, di cui qui si pubblicano gli Atti, ha coscienziosamente esplorato ambo le prospettive, offrendone uno spettro vario ed esemplare. Nel presente fascicolo di «Studi comparatistici» le dodici relazioni presentate a Bologna sono state distribuite appunto sui due versanti qui additati.

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