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Segnalazioni editoriali

2016

Antonio Civardi, Linguistic Variation Issues. Case and Agreement in Northern Russian Participial Constructions, Firenze University Press, Firenze 2016

This study offers a novel approach to a longstanding problem in Slavic Linguistics, the formal representation of the Northern Russian participial constructions in -n(o)/-t(o). Unlike previous works, the methodological stance adopted by the author focuses on singling out all the relevant patterns of variation and on pursuing a unified explanation for them. The key to the solution of the puzzle is the idea that the participial affix -n-/-t- and the agreement inflections are not just pieces of morphology inserted post-syntactically, but true heads that enter the computation and are able to manipulate the argumental roles of the verb and to check the EPP. The author's proposal is properly framed in the context of current debate on interlanguage variation.


Marco Puleri, Narrazioni ibride post-sovietiche. Per una letteratura ucraina di lingua russa, Firenze University Press, Firenze 2016

Alla luce dei drammatici eventi che hanno sconvolto l'Ucraina a partire dal novembre del 2013, l'ambizione dell'itinerario intrapreso all'interno di questo lavoro è quella di porsi come base per la formulazione di nuovi punti di contatto, per un dialogo tra tradizioni e culture che oggi vengono scosse ancora una volta dai moti della Storia. L'autore prende in esame i percorsi di auto-identificazione del fenomeno letterario ucraino di lingua russa. Con l'ausilio di interviste ad importanti esponenti del contesto letterario russofono ucraino, realizzate alla vigilia della cosiddetta 'crisi ucraina', si osserveranno da vicino le origini della natura marginale di queste 'narrazioni ibride post-sovietiche'.


Tema & Variazioni. Quaderni di Studi slavi. N. 1. Lo spazio e il tempo. Categorie filosofiche e forme narrative in area slava, a cura di E. Dammiano, E. Gironi Carnevale, E. Mari, O. Trukhanova, Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", Napoli 2016

Parlare di un testo, come di un'opera d'arte in genere, significa parlare di un corpo, ossia di un qualcosa che può essere collocato o definito in base a determinate coordinate spazio-temporali. Tali coordinate, la cui espressione è frutto delle diverse tensioni pragmatiche e spirituali che si avvicendano in epoche differenti, si originano sempre da un rapporto di tipo osmotico fra lo spazio ed il tempo, le cui (dis)articolazioni comportano altrettante (dis)locazioni. L'affermazione di un spatial turn così come di un temporal turn, non solo nel campo dei cultural studies, affonda le sue radici proprio nel superamento del principio secondo cui sarebbe possibile descrivere, citando Musil, «l'esuberante molteplicità della vita in una sola dimensione». Arte e realtà si trovano, allora, ad essere intrecciati nei luoghi delle diacronie temporali, i cui schemi si incrociano con quelli ermeneutici del lettore/fruitore contemporaneo. Lo spazio artistico-letterario come luogo depositario di immagini distillate dal tempo è, dunque, quello del corpo dell'opera d'arte, che si articola secondo le dinamiche di appartenenza e distanziazione al/dal multiforme corpo della realtà.


AA.VV., Ivan A. Gončarov. Neue Beiträge zu Werk und Wirkung, a cura di A. Hultsch, Böhlau Verlag, Köln-Weimar-Wien 2016

Il volume comprende i seguenti contributi: Oblomovka come anti-Itaca. A proposito della questione dell'"uomo odisseico" in Gončarov (P. Thiergen); Son Oblomova. Idillio, idillio fittizio o idillio frammentario? (M. Böhmig); Appello per un pensiero alternativo. Annotazione sulle potenzialità della ricezione dell'Oblomov di Gončarov (D. Schümann); Gončarov tra Dostoevskij, acqua e terra. Il punto di vista ceco (M. Gaži); Libero arbitrio vs oblomovščina (Y. Pörzgen); "Bol'še vsego jaykom čelovek prinadležit svoej nacii". I.A. Gončarov come patriota della lingua (A. Hultsch); Gončarov e il "nuovo dramma" russo. Oblom off di Michail Ugarov (A. Graf), "Lettera a Oblomov". Poeti ungheresi leggono Oblomov di Gončarov (A. Molnár). Concludono il volume la rassegna, curata da A. Hultsch, delle novità librarie in lingua tedesca dedicate a Gončarov a partire dal 1994, gli indici dei nomi e delle opere e l'elenco degli autori.


Gabriele Mazzitelli, Le pubblicazioni dell'Istituto per l'Europa orientale. Catalogo storico (1921-1944), Firenze University Press, Firenze 2016

Nella prima parte del volume si ricostruisce, anche sulla base di materiale d'archivio, la storia dell'Istituto per l'Europa orientale (Ipeo), fondato a Roma nel 1921, la cui attività fu caratterizzata da una notevole produzione editoriale che si lega strettamente alla nascita e allo sviluppo della slavistica italiana. Malgrado l'inevitabile convivenza con il fascismo e il piegarsi in qualche modo a una linea di condotta che soprattutto negli anni Trenta affiancò la politica del regime, l'attività dell'Ipeo fu improntata a un sincero desiderio di diffondere soprattutto la conoscenza di un mondo per molti aspetti ancora poco conosciuto nel contesto italiano. L'Ipeo operò fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando nel mutato contesto geopolitico determinato dalla fine del conflitto, vennero meno i finanziamenti governativi e anche i presupposti politici e culturali che ne avevano favorito la nascita. La seconda parte del volume è occupata dal Catalogo generale alfabetico di tutte le pubblicazioni dell'Ipeo, corredato da un Catalogo cronologico e dall'Indice degli autori, curatori, traduttori e prefatori.


AA.VV., L'Occident vu de Russie. Anthologie de la pensée russe de Karamzine à Poutine, a cura di Michel Niqueux (scelta, presentazione e traduzione), prefazione di Georges Nivat, Institut d'Études Slaves, Parigi 2016

À cheval sur l'Europe et l'Asie, qui l'envahirent à plusieurs reprises, sans héritage gréco-romain ou catholique, occidentalisée de force (dans ses couches supérieures) par Pierre le Grand qui, au début du XVIIIe siècle, «perça» une «fenêtre sur l'Europe», la Russie a fait de son rapport à l'Occident non seulement une question géopolitique, mais aussi existentielle et philosophique : il en va de son identité nationale, de son organisation sociale et politique, de son «âme» ou de sa «civilisation», et du lien de celle-ci avec les «valeurs universelles» des Lumières. Dès le début du XIXe siècle, écrivains et penseurs russes débattent, et se divisent, sur les voies du développement de la Russie : faut-il protéger la Russie du poison européen de l'athéisme et de la dépravation (M. Magnitski, 1820), sauver l'Europe de la décadence (A. Kraïevski, 1837), ou devenir des Russes d'esprit européen (V. Biélinski, 1841), et suivre le même chemin que l'Europe occidentale, en nous gardant de ses erreurs (N.Dobrolioubov, 1859), pour ensuite la rattraper et la dépasser comme le voulaient les bolcheviks ? La «révolution conservatrice» actuelle, qui se développe en réaction à la perestroïka, avec son anti-occidentalisme, la dénonciation de la décadence de l'Occident «pourri», le rejet du modèle libéral-démocratique pour une voie russe originale, ou eurasienne (A.Douguine, 2011), ne peut être comprise sans remonter aux débats de la première moitié du XIXe siècle, qui restent d'une étonnante actualité.


Viktor Krivulin, Concerto a richiesta e altre poesie, a cura di Marco Sabbatini, Passigli editori, Firenze 2016

Questa prima antologia italiana di Viktor Krivulin è rappresentativa dell'opera di una tra le personalità più carismatiche della Russia del secondo Novecento, testimone e partecipe del trapasso dalla realtà culturale sovietica a quella russa contemporanea. Sin dagli esordi, Krivulin si lascia ispirare dalla sua "città-musa", quella Leningrado-Pietroburgo dal passato drammatico e dal vissuto quotidiano austero che lo consegna all'universo sotterraneo della letteratura non conformista. Negli anni Settanta, i suoi versi intrisi di lirismi, slanci metafisici e quesiti storiosofici si nutrono di letture semiclandestine, forgiate nel prolifico underground culturale e diffuse in samizdat. Durante la Perestrojka si fa più nitido il motivo civile, il poeta è parte attiva del processo di democratizzazione del paese e nel 1991 è tra i promotori del ritorno al nome originario della città di San Pietroburgo. A partire da questo simbolico crocevia, l'ultimo Krivulin associa all'inclinazione culturologica una scrittura mutevole e imprevedibile; come in "Concerto a richiesta", la raccolta che dà il titolo alla presente antologia, dove alle suggestioni decadenti della Russia tardonovecentesca si sovrappongono l'esperimento linguistico, la decostruzione formale, la citazione estemporanea e una sempre meno velata ironia. (Premio Alpi Apuane, sezione 'Voci d'Europa' - traduzione letteraria, XXXIV edizione, anno 2016)


AA.VV., Disappartenenze. Figure del distacco e altre solitudini nelle letterature dell'Europa centro-orientale, a cura di L. Banjanin, K. Jaworska, M. Maurizio, Stilo editrice, Bari 2016

Il volume propone gli interventi al convegno 'Disappartenenze. Figure del distacco e altre solitudini nelle letterature dell'Europa centro-orientale', tenuto il 5 e 6 marzo 2015 all'Università di Torino e promosso da Ljliana Banjanin, Krystyna Jaworska, Massimo Maurizio e Roberto Merlo. Il titolo fa riferimento alla problematicità delle questioni identitarie nelle aree serba e croata, romena, polacca e russa che, con modalità talvolta assai diverse, sono caratterizzate da un senso di appartenenza critica alla cultura di riferimento, ma anche dal distacco dai modelli prevalenti. Scopo di queste pagine è analizzare – nell'età contemporanea – i filoni letterari, i movimenti artistici, ma anche le manifestazioni storiche e le figure concrete, che si pongono come alternative ai modelli egemonici delle culture di appartenenza, con particolare attenzione a letterature, arte, teatro e cinema.


AA.VV., disAccordi. Antologia di poesia russa 2003-2016, a cura di M. Maurizio, Stilo editrice, Bari 2016

L'idea di questo libro nasce da un profondo affetto per la Russia e dalla preoccupazione che ne scaturisce per la storia recente del Paese. I 'disaccordi' lirici di quest'antologia appartengono a 29 autori contemporanei e, con modi, forme e approcci diversi, esprimono la percezione della violenza nel quotidiano. La Russia di oggi si dibatte tra la nostalgia di un passato mitizzato, la proposta di un'identità nazionale non meglio definita e l'ambizione di molti a liberarsi dal giogo di queste imposizioni e di quel soffocante passato in grado di inibire l'aspirazione a trovare una propria via personale (re)inventando la propria identità. La percezione della violenza nasce dalla consapevolezza di questo dissidio. In questo senso, la scrittura può divenire una forma intima di resistenza nonostante tutto.


V. Barka, Il principe giallo, traduzione di A. Achilli, Pentagora, Savona 2016

Nel grande libro dei genocidi e delle atrocità contro i popoli, scritto con dedizione per tutto il XX secolo, un posto va riservato allo sterminio dei contadini ucraini che non si erano piegati alla collettivizzazione forzata, condannati alla fame dal regime sovietico negli anni 1932-33. C'è chi riferisce due milioni di morti, chi molti di più. Holodomor (morte per fame) è il nome corrente di questa tragedia, ancora misconosciuta in Italia. La racconta Vasyl' Barka, poeta, scrittore ucraino, testimone diretto, nel romanzo Žovtyj knjaz' (Il principe giallo) attraverso la storia di una famiglia. Questa è la prima traduzione italiana del romanzo di Barka, curata da Alessandro Achili sul testo originale in lingua ucraina.


AA.VV., Ticontre. Teoria Testo Traduzione, 5, Trento 2016

La rivista «Ticontre. Teoria Testo Traduzione» nasce dall'esigenza di fornire una piattaforma di discussione aperta, che sia in grado di proporre una riflessione sul testo letterario innovativa, ma allo stesso tempo consapevole degli elementi della tradizione critica italiana che hanno reso questa una delle più importanti al mondo. La rivista intende inoltre offrire al dibattito critico gli spunti più interessanti provenienti dalle esperienze critiche (e letterarie) straniere.


AA.VV., Studi Comparatistici. Letteratura e opera lirica, 11-12, 2013, 2016

Il potere di fascinazione sprigionato dal melodramma ha trovato copiosi riverberi nelle pagine dei letterati, vuoi in resoconti personali (diari, carteggi, memorie), vuoi in riflessioni critiche, vuoi in pagine di romanzo. Talché a loro volta i filologi e i critici, e in genere i cultori delle letterature moderne, si trovano a dover spesso richiedere soccorso alla musicologia, per meglio intendere la fattispecie e la meccanica degli oggetti melodrammatici evocati o descritti o vagheggiati dai letterati. Il convegno del 18-19 aprile 2013 su Letteratura e opera lirica, di cui qui si pubblicano gli Atti, ha coscienziosamente esplorato ambo le prospettive, offrendone uno spettro vario ed esemplare. Nel presente fascicolo di «Studi comparatistici» le dodici relazioni presentate a Bologna sono state distribuite appunto sui due versanti qui additati.


Т. И. Афанасьева, В. В. Козак, А. Н. Соболев, Глаголическая письменность Западных Балкан X-XVI веков: учебно-методическое пособие, Наука, Санкт-Петербург 2016

Не имеющее аналогов в России учебно-методическое пособие по одноименному спецкурсу, проводившемуся в 2013-2014 гг. на кафедре общего языкознания СПбГУ. Цель издания - дать филологически и исторически точные знания о самобытной славянской культуре, о языках и исторических диалектах Западных Балкан, о глаголической азбуке, о богатой жанрами и текстами литературе, создававшейся на глаголице.


Michaela Böhmig, La danza libera nel paese del balletto. Isadora Duncan in Russia (1903-1918), UniversItalia, Roma 2016

Il volume è dedicato alle cinque tournée che Isadora Duncan ha compiuto in Russia dal 1904 al 1913. Nell'Introduzione si delinea il profilo umano e artistico della danzatrice americana, per poi analizzare l'impatto delle sue esibizioni non solo sull'ambiente artistico e culturale, ma anche sugli stili di vita della Russia in una fase di rivolgimenti rivoluzionari non solo politici. La parte antologica del volume, che apre con una nuova traduzione dello scritto della Duncan Der Tanz der Zukunft, raccoglie i contributi più significativi di intellettuali e artisti russi (scrittori, pensatori, musicisti, coreografi e ballerine, ma soprattutto uomini di teatro, come anche storici e critici del teatro e della danza), che negli anni dal 1903 al 1918 hanno preso posizione sull'arte della Duncan. Nell'intreccio delle voci si coglie il vivace dibattito tra coloro che salutavano l'arte della Duncan come rivelazione nel campo della danza e coloro che invece le contestavano la profanazione della musica classica e del balletto accademico. Il volume è corredato di un apparato critico e di un'ampia bibliografia, incentrata sugli interventi pubblici e le interviste della stessa Duncan e i numerosissimi saggi, articoli e recensioni, a lei dedicati e pubblicati in Russia nel primo ventennio del XX secolo. Completano il lavoro 29 illustrazioni, in parte inedite.


Andrea Franco, Le due nazionalità della Rus'. Il pensiero di Kostomarov nel dibattito ottocentesco sull'identità ucraina, Aracne Editrice, Roma 2016

L'opera si prefigge lo scopo di andare alla radice del conflitto odierno, mettendo in luce le fratture che sono intervenute nel corso della storia, sino a separare le popolazioni russe ed ucraine, entrambe gemmate dal grembo della Rus'. Il libro indaga in particolare le dinamiche che si dipanarono nel corso dei primi sessant'anni dell'Ottocento, periodo in cui gli ideali nazionali sbocciarono anche in Ucraina, dove si saldarono al sentimento slavofilo allora in auge, prendendo una forma peculiare. Il testo spiega passo passo l'evoluzione del pensiero di Nikolaj Kostomarov, che alla metà dell'Ottocento fu il massimo teorico di un ucrainofilismo democratico e incline al repubblicanesimo.


AA.VV., Ivan A. Bunins Gospodin iz San-Francisko. Text - Kontext - Interpretation (1915-2015), a cura di Michaela Böhmig e Peter Thiergen con la collaborazione di Anna-Maria Meyer, Böhlau Verlag, Köln-Weimar-Wien 2016

Il volume, che raccoglie i saggi di dodici studiosi appartenenti a università e istituzioni accademiche russe, tedesche e italiane, è dedicato al centenario della pubblicazione di Gospodin iz San-Francisko (dicembre 1915). Dopo una interpretazione introduttiva, che – ribaltando l'immagine stereotipata di Capri – tratta della sindrome mortale dell'isola, il volume si snoda attraverso le sezioni "Storia del testo e sfondo pittorico", "La morte rimossa", "Navigatio vitae, nave dei folli e isola dei morti", "The Voyage Out", "Questioni traduttologiche". Conclude il volume un'Appendice con una breve analisi comparata tra il racconto di Bunin e la novella Nell'albergo è morto un tale di Pirandello e la riproduzione della pagina del "Giornale di Sicilia" del dicembre 1914, in cui è stata pubblicata per la prima volta.

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