Si prega di inviare le segnalazioni con almeno una settimana di anticipo (entro il venerdì precedente), allegando un file con le principali informazioni (copertina, breve testo introduttivo, indicazioni bibliografiche, ecc.).

Segnalazioni editoriali

2015

AA.VV., Melancholic Identities, Toska and Reflective Nostalgia. Case Studies from Russian and Russian-Jewish Culture, a cura di Sara Dickinson, Laura Salmon, Firenze University Press, Firenze 2015

This book examines the feeling that we often refer to as 'nostalgia' from the perspective of writers and artists located on the (imperial, Soviet, and Post-Soviet) periphery of Russian culture who regard the center of the culture from which they have been excluded with varying degrees of longing and ambivalence. The literary and artistic texts analyzed here have been shaped by these author's ruminations on social and psychological marginalization, a process that S. Boym has called ‘reflective nostalgia' and that the authors of this volume also refer to as 'toska'.


Luigi Magarotto, La conquista del Caucaso nella letteratura russa dell'Ottocento. Puškin, Lermontov, Tolstoj, Firenze University Press, Firenze 2015

L'Autore affronta il tema della conquista del Caucaso da parte dell'esercito zarista, indagando l'atteggiamento tenuto di fronte a tale evento da tre dei maggiori autori della letteratura russa dell'Ottocento: Aleksandr Puškin (1799-1837), Michail Lermontov (1814-1841) e Lev Tolstoj (1828-1910), espresso in alcune delle loro opere più conosciute. Del primo sono analizzati i tre principali poemetti meridionali, quindi il resoconto del viaggio compiuto ad Arzrum nel 1829 sul teatro di guerra russo-turco e infine il dramma Boris Godunov, consacrato soprattutto alla questione del potere, in cui però s'impone la volontà di creare un impero. Di Lermontov, oltre al poemetto Il novizio, ambientato in Georgia, è presa in esame la novella Bela, facente parte del ‘romanzo' Un eroe del nostro tempo, in quanto si evince con chiarezza l'atteggiamento di dispregio degli ufficiali russi nei confronti degli indigeni caucasici. Di Tolstoj viene vagliata in primo luogo la posizione del giovane autore negli anni Cinquanta dell'Ottocento, allora addirittura combattente volontario nel Caucaso, esposta nel racconto L'incursione e di seguito quella del ‘secondo' Tolstoj, pacifista e antimilitarista, manifestata nel racconto lungo Chadži-Murat.


AA.VV., Word and Image in Russian History. Essays in Honor of Gary Marker, a cura di Maria Di Salvo, Daniel H. Kaiser, Valerie A. Kivelson, Academic Studies Press, Boston 2015

Word and Image invokes and honors the scholarly contributions of Gary Marker. Twenty scholars from Russia, the United Kingdom, Italy, Ukraine and the United States examine some of the main themes of Marker's scholarship on Russia—literacy, education, and printing; gender and politics; the importance of visual sources for historical study; and the intersections of religious and political discourse in Imperial Russia. A biography of Marker, a survey of his scholarship, and a list of his publications complete the volume.


Erica Pinelli, A Corpus-Based Approach to the Conceptualization of Emotions, Aracne Editrice, Roma 2015

This work investigates the conceptualization of fear in Russian both through a quantitative and a qualitative analysis of data proceeding from the Russian National Corpus, the biggest corpus of linguistic data of Russian. The research focuses on the analysis of the occurrences of four nouns expressing fear in Russian (strach, ispug, opasenie and bojazn') in the most frequent prepositional phrases. The quantitative analysis highlights the most relevant elements and allows to calculate the semantic distance among the analyzed nouns, while the qualitative analysis investigates the semantics both of the nouns of fear and of the prepositional phrases and their semantic compatibility.


Maria Zalambani, L'istituzione del matrimonio in Tolstoj. Felicità familiare, Anna Karenina, La sonata a Kreutzer, Firenze University Press, Firenze 2015

Le opere di Lev Tolstoj non sono solo capolavori della letteratura mondiale, ma anche specchi del loro tempo, delle trasformazioni socio-culturali che avvenivano nella Russia zarista; è da questa prospettiva che nel presente lavoro viene analizzata la produzione del grande scrittore. In particolare, l'autrice prende in esame l'evoluzione dell'istituzione del matrimonio nella seconda metà del XIX secolo in Russia a partire dalla lettura di Felicità Familiare, Anna Karenina e La Sonata a Kreutzer. Se Felicità familiare prelude alla crisi del matrimonio di convenienza, la sua implosione è magnificamente descritta in Anna Karenina. Anna decreta la morte definitiva di questa istituzione nel momento in cui, sfidando la società del suo tempo, non occulta il suo adulterio ma, al contrario, lo esibisce e cerca di legittimarlo. La Sonata a Kreutzer, infine, dimostra l’avvenuto superamento del modello di matrimonio aristocratico, ormai sostituito da quello borghese.


eSamizdat, Emigrazioni russe - Русские эмиграции, a cura di Marco Caratozzolo e Simone Guagnelli, 2014-2015 (X)

Quello che presentiamo in questo numero di eSamizdat è una rassegna sulla letteratura dell'emigrazione russa. Si tratta di un argomento che, benché molto studiato ed estremamente complesso per le sue numerose fasi storiche (si pensi solo alle tre "ondate" del Novecento) e per i diversi luoghi che ne hanno caratterizzato i flussi, offre oggi ancora enormi possibilità di approfondimento in molteplici direzioni: ecco perché preferiamo parlare non di una, ma di più "Emigrazioni russe".


Ilaria Remonato, Tra Movimento e Stasi. Polisemia del viaggio nell'opera di V.Erofeev. Analisi critica del poema in prosa Moskva-Petushki, EAI, Saarbrücken 2015

Il presente studio propone un'analisi delle diverse rifrazioni simboliche del 'viaggio' in Moskva-Petushki (1970), il noto poema in prosa dello scrittore russo Venedikt Erofeev (1938-1990). Attraverso un dettagliato excursus critico sulle caratteristiche linguistiche e stilistiche del testo ne vengono messe in luce la ricchezza semantica e la densità di riferimenti culturali. Le dinamiche del movimento e della stasi, infatti, costituiscono uno dei motivi conduttori più rilevanti fra le molteplici schegge narrative che compongono l'opera, e permettono una sua migliore collocazione nel contesto della letteratura del XX secolo.


Andrej Platonov, Čevengur, a cura di Ornella Discacciati, Einaudi, Torino 2015

Čevengur è una città immaginaria situata nelle steppe della Russia centrale. I suoi abitanti vogliono vivere seguendo i dettami e le regole di un comunismo integrale e puro, ma il risultato è una società bislacca, malriuscita e demenziale, destinata al disastro. Riflessione politica, meditazione sull'incapacità dell'uomo di conciliare desiderio e realtà, specchio paradossale di un sogno irrealizzabile, Čevengur è la cronaca irresistibile e acutissima di una catastrofe. Grazie a un grottesco capovolgimento di prospettiva, Platonov costruisce una vera e propria epica rovesciata della rivoluzione, rappresentando sapientemente un mondo in cui l'unico lavoro consentito è quello improduttivo. Scritto tra il 1926 e il 1929 - anno in cui fu bloccato dalla censura sovietica -, il romanzo racconta con spietata chiarezza i fallimenti del comunismo.


Claudia Olivieri, Cinema russo da oggi a ieri, Lithos Editrice, Roma 2015

Cinema russo da oggi a ieri scaturisce da esperienze e riflessioni maturate negli ultimi anni durante più di un soggiorno a Mosca, ed è uno sguardo attraverso il cinema, sul cinema e sul retaggio sovietico nella società russa odierna.


Bojan Mitrović, Marija Mitrović, Storia della cultura e della letteratura serba, Edizioni Argo, Lecce 2015

L'agile testo confezionato da Bojan Mitrovic e da Marija Mitrovic è uno strumento che offre al lettore italiano la conoscenza di una grande letteratura, in massima parte ignota al pubblico del nostro paese. Non è il solito manuale: lo svolgimento dei fenomeni letterari e artistici è sempre affrescato contestualmente alla più complessa storia della cultura e della società serba. Emerge così tutta la specificità della storia culturale del grande paese balcanico e dinnanzi agli occhi del lettore scorrono i dati cruciali per la formazione dello Stato accanto alle tappe principali nella vita culturale del popolo serbo, la storia del libro e dell'editoria, la nascita delle riviste e dei giornali, il processo di scolarizzazione, il teatro, la vita musicale, il tutto segnato dalle personalità si spicco (le donne in particolare) di una vita culturale di grande fascino.


Marija Matios, Darusja la dolce, traduzione di Francesca Fici, Keller Editore, Rovereto 2015

Nel villaggio di questa regione europea travolta dalla storia, chiamata Bucovina, in cui le bandiere e le lingue cambiano più veloci del vento, vive Darusja. Tutti si prendono gioco di lei, del suo mutismo, delle emicranie che si scatenano alla vista delle caramelle e la costringono a immergersi nel fiume ghiacciato o a seppellirsi fino alle natiche nella terra fresca. Ma Darusja non è stupida. Per quanto non parli mai con nessuno, i suoi pensieri corrono senza sosta ed è solo al cimitero, sulla tomba del padre, che Darusja la dolce può liberare la propria voce. La felicità bussa un giorno alla sua porta e ha il viso di Ivan, un eccentrico suonatore di drimba che riesce a dare sollievo alla sua testa e forma alle sue parole. Ma il passato è un invitato scomodo alla tavola di Darusja e non ammette ospiti inattesi...


Raffaella Faggionato, L'alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la massoneria russa, Viella, Roma 2015

«Bezuchov, lui è blu, blu scuro e rosso, ed è quadrato…». Cosa si cela dietro queste misteriose parole di Nataša Rostova, o dietro la strana allusione del principe Andrej Bolkonskij a dei guanti da donna? Qual è il significato della rinascita di Pierre sullo sfondo dell'incendio di Mosca del 1812? E da dove ha origine l'immagine di Platon Karataev, con la sua rotondità? Seguendo tracce e indizi disseminati nel testo di uno dei romanzi più letti al mondo, Raffaella Faggionato ci guida in un avvincente percorso a ritroso, alla scoperta di manoscritti, testi ermetici, rituali massonici – un materiale ricchissimo, tuttora sepolto negli archivi di Mosca, che ha nutrito l'immaginazione creativa di Tolstoj nei sette anni di gestazione di Guerra e pace. Aggirandoci nel laboratorio in cui hanno preso forma personaggi divenuti immortali, tra foglietti, appunti, varianti e brutte copie, scopriremo come sono cambiati l'impianto del romanzo e la tecnica narrativa dello scrittore sotto la suggestione del simbolismo massonico e del linguaggio delle scienze ermetiche. Una prospettiva nuova, che apre squarci imprevedibili sull'epoca e sugli uomini che l'hanno abitata e getta una diversa luce sulla controversa questione del rapporto di Tolstoj con il mondo della massoneria russa.


Donatella Di Leo, Travestimenti del desiderio. Motivi faustiani nel Novecento letterario russo, Stilo Editrice, Bari 2015

Per la prima volta nel panorama della slavistica italiana, il «faustismo russo», fenomeno peculiare che fornisce manifestazioni continue dall’inizio dell’Ottocento ai nostri giorni, è al centro di un tentativo di classificazione e valutazione critica. Risultato di una ricerca pluriennale volta individuare ed esaminare opere della letteratura russa che sviluppano uno o più motivi del Faust - uomo del desiderio per eccellenza -, nei vari travestimenti tipo logicamente russi (dal lišnij čelovek all’homo sovieticus al pošlyj graždanin tardo sovietico), l’opera traccia la parabola del Faust russo dall’Ottocento in poi, con una particolare focalizzazione sulle opere novecentesche.


Giovanna Brogi, Oxana Pachlovska, Taras Ševčenko. Dalle carceri zariste al Pantheon ucraino, Le Monnier Università, Milano 2015

Ultimo nato della grande «triade romantica» dei paesi slavi, con Adam Mickiewicz e Aleksandr S. Puskin, Taras Ševčenko affascina il lettore di oggi per la musicalità del verso e la varietà del metro, la lucidità delle immagini e la forza satirica dirompente, l'originalità poetica e l'universalità dei drammi che propone. Coniuga il mito selvatico dei cosacchi col sogno millenaristico della rinascita della nazione, la libertà individuale e quella di ogni popolo, la rivolta contro la sopraffazione dei potenti in nome della dignità dell'uomo, la lotta col «Dio che non vede» e la lode all'Eterno del Salmo davidico. Nato servo della gleba, liberato già adulto, divenne allievo prediletto del più grande pittore della Pietroburgo degli zar, pittore originalissimo e poeta geniale, fece della lingua del popolo ucraino lo strumento perfetto di lirica delicatissima e fulminante, di poemetti di piglio dantesco e shakespeariano, di satira rivoluzionaria ed etica universale. Per la prima volta si offre al lettore italiano una raccolta di saggi che permetta di conoscere e comprendere un classico della letteratura mondiale, con una descrizione sintetica e chiara della sua poetica e un'esplorazione analitica dei migliori testi antologici raccolti e tradotti (con testo a fronte) da due specialiste dell'argomento.


Salvatore Del Gaudio, Mini-dizionario degli italianismi in ucraino, Buraho, Kiev 2015

Per una eventuale acquisizione di una copia e minimo contributo di stampa, ci si può rivolgere all'autore:


Elena Fanajlova, Lena e la gente. Poemi e poesie 2003-2014, a cura e traduzione di Claudia Scandura, Gattomerlino, Roma 2015

Dalla quarta di copertina: La Fondazione Brodskij prese avvio nell’autunno del 1995, quando il poeta Iosif Brodskij, premio Nobel per la letteratura nel 1987, si recò dall’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli per sottoporgli un progetto che aveva molto a cuore: la creazione di un’Accademia russa su modello di quella americana, presso la quale lui stesso aveva soggiornato varie volte, ispirandosi a quell’antica città come molti artisti e scrittori russi che l’avevano scelta come patria di elezione a partire dal Settecento. La morte improvvisa del poeta nel gennaio del 1996 cambiò il corso di quel progetto. Nei giorni successivi alla scomparsa di Brodskij un gruppo di amici, per dare immediata realizzazione al pensiero del poeta, decise di creare un fondo in suo onore. Nacque così una fondazione con sede principale a New York, la Joseph Brodsky Memorial Fellowship Fund e una sede italiana a Roma, l’Associazione Joseph Brodsky.

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