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Segnalazioni editoriali

2015

AA.VV., Studi cirillometodiani. Nel 1150° anniversario della missione tra gli Slavi dei santi Cirillo e Metodio, a cura di K. Stantchev, G. Ziffer, Biblioteca Ambrosiana e Bulzoni Editore, Milano-Roma 2015

Sono qui raccolti gli atti della Giornata di studio tenutasi nel settemb1e 2013, con la quale la Classe di Slavistica dell'Accademia Ambrosiana ha commemorato il 1150° anniversario dell'inizio della missione cirillomecodiana, avvenuto nell'863. Il volume è dedicato a Riccardo Picchio, scomparso nel 2011, ricordando l'apporto originale e fondamentale di questo grande e compianto studioso nell'ambito della questione cirillometodiana.


Carla Maria Solivetti, Strategie narrative in Gogol'. Saggi, a cura di L. Szilárd, R. Giuliani, M. Carella, L. Piccolo, Lithos, Roma 2015

Un singolare cammino à rebours, quello fatto da Carla Maria Solivetti nel suo percorso di studi: dalle avanguardie russe dei primi decenni del '900 indietro fino agli anni 1830-1840: da Chlebnikov a Gogol', scrittori solo cronologicamente lontani, accomunati dalla stessa fascinazione per la lingua russa e per le sue straordinarie capacità espressive, entrambi insuperati maestri dell'arte verbale. Il volume raccoglie otto tra i saggi di argomento gogoliano dell'Autrice, pubblicati negli ultimi quindici anni, ora in italiano, ora in russo, che spaziano dal racconto "Il Vij" ai "Racconti di Pietroburgo", a "Roma" e al "poema" "Le anime morte". L'ultimo saggio qui presentato, "Dipingere con le parole, narrare con il pennello: Gogol' e Chagall", chiude il cerchio, collegando direttamente l'avanguardia e Gogol'. I saggi compongono un quadro interpretativo non solo originale, ma anche coerente e illuminante, esplicitando la continuità della metodologia d'indagine della studiosa e fornendo un'immagine critica del tutto nuova, e avvincente, dell'opera gogoliana e del suo autore.


AA.VV., Das Erbe der Slawenapostel im 21. Jahrhundert. The Legacy of the Apostles of the Slavs in the 21st Century. Nationale und europäische Perspektiven. National and European Perspectives, a cura di Thede Kahl, Aleksandra Salamurović, Peter Lang, Frankfurt am Main et al. 2015

The saints Cyril and Methodius play a prominent role for the religious, cultural and national aspects of Slavic identity owing to their translation of the Bible and the creation of a Slavic (Glagolitic) alphabet. The contributions to this volume, from the fields of cultural, literary and linguistic studies, discuss the spiritual legacy of the Slavic Apostles in the 21st century. The countless roles of their legacy (integration, emancipation, differentiation) demonstrate continuous dynamics between south Slavic, general Slavic and European lines of development that continue to operate in the 21st century. Thus, the debate on their cultural legacy has not yet been fully exhausted.


Elena Buvina, Mario Alessandro Curletto, Il lubok. Un'enciclopedia illustrata della vita popolare russa, Emil, Bologna 2015

La tradizione delle stampe popolari fu caratteristica di molti paesi, compresa l'Italia. Nel panorama generale, tuttavia, la Russia rappresenta un caso a sé stante poiché, a causa delle peculiari condizioni politiche, economiche e sociali, questo fenomeno vi conobbe una diffusione e una varietà di temi non riscontrabili altrove. Le stampe popolari create in Russia sono note oggi con il nome di lubok. Combinando in sé l'elemento figurativo con quello narrativo, il lubok tratta le tematiche più diverse: dalle Sacre Scritture alle scenette licenziose, dalla vita quotidiana alle imprese di eroi epici, dalle battaglie storiche alle canzoni popolari, dalla comicità dei buffoni alle meraviglie della tecnica ecc.


AA.VV., Melancholic Identities, Toska and Reflective Nostalgia. Case Studies from Russian and Russian-Jewish Culture, a cura di Sara Dickinson, Laura Salmon, Firenze University Press, Firenze 2015

This book examines the feeling that we often refer to as 'nostalgia' from the perspective of writers and artists located on the (imperial, Soviet, and Post-Soviet) periphery of Russian culture who regard the center of the culture from which they have been excluded with varying degrees of longing and ambivalence. The literary and artistic texts analyzed here have been shaped by these author's ruminations on social and psychological marginalization, a process that S. Boym has called ‘reflective nostalgia' and that the authors of this volume also refer to as 'toska'.


Luigi Magarotto, La conquista del Caucaso nella letteratura russa dell'Ottocento. Puškin, Lermontov, Tolstoj, Firenze University Press, Firenze 2015

L'Autore affronta il tema della conquista del Caucaso da parte dell'esercito zarista, indagando l'atteggiamento tenuto di fronte a tale evento da tre dei maggiori autori della letteratura russa dell'Ottocento: Aleksandr Puškin (1799-1837), Michail Lermontov (1814-1841) e Lev Tolstoj (1828-1910), espresso in alcune delle loro opere più conosciute. Del primo sono analizzati i tre principali poemetti meridionali, quindi il resoconto del viaggio compiuto ad Arzrum nel 1829 sul teatro di guerra russo-turco e infine il dramma Boris Godunov, consacrato soprattutto alla questione del potere, in cui però s'impone la volontà di creare un impero. Di Lermontov, oltre al poemetto Il novizio, ambientato in Georgia, è presa in esame la novella Bela, facente parte del ‘romanzo' Un eroe del nostro tempo, in quanto si evince con chiarezza l'atteggiamento di dispregio degli ufficiali russi nei confronti degli indigeni caucasici. Di Tolstoj viene vagliata in primo luogo la posizione del giovane autore negli anni Cinquanta dell'Ottocento, allora addirittura combattente volontario nel Caucaso, esposta nel racconto L'incursione e di seguito quella del ‘secondo' Tolstoj, pacifista e antimilitarista, manifestata nel racconto lungo Chadži-Murat.


AA.VV., Word and Image in Russian History. Essays in Honor of Gary Marker, a cura di Maria Di Salvo, Daniel H. Kaiser, Valerie A. Kivelson, Academic Studies Press, Boston 2015

Word and Image invokes and honors the scholarly contributions of Gary Marker. Twenty scholars from Russia, the United Kingdom, Italy, Ukraine and the United States examine some of the main themes of Marker's scholarship on Russia—literacy, education, and printing; gender and politics; the importance of visual sources for historical study; and the intersections of religious and political discourse in Imperial Russia. A biography of Marker, a survey of his scholarship, and a list of his publications complete the volume.


Erica Pinelli, A Corpus-Based Approach to the Conceptualization of Emotions, Aracne Editrice, Roma 2015

This work investigates the conceptualization of fear in Russian both through a quantitative and a qualitative analysis of data proceeding from the Russian National Corpus, the biggest corpus of linguistic data of Russian. The research focuses on the analysis of the occurrences of four nouns expressing fear in Russian (strach, ispug, opasenie and bojazn') in the most frequent prepositional phrases. The quantitative analysis highlights the most relevant elements and allows to calculate the semantic distance among the analyzed nouns, while the qualitative analysis investigates the semantics both of the nouns of fear and of the prepositional phrases and their semantic compatibility.


Maria Zalambani, L'istituzione del matrimonio in Tolstoj. Felicità familiare, Anna Karenina, La sonata a Kreutzer, Firenze University Press, Firenze 2015

Le opere di Lev Tolstoj non sono solo capolavori della letteratura mondiale, ma anche specchi del loro tempo, delle trasformazioni socio-culturali che avvenivano nella Russia zarista; è da questa prospettiva che nel presente lavoro viene analizzata la produzione del grande scrittore. In particolare, l'autrice prende in esame l'evoluzione dell'istituzione del matrimonio nella seconda metà del XIX secolo in Russia a partire dalla lettura di Felicità Familiare, Anna Karenina e La Sonata a Kreutzer. Se Felicità familiare prelude alla crisi del matrimonio di convenienza, la sua implosione è magnificamente descritta in Anna Karenina. Anna decreta la morte definitiva di questa istituzione nel momento in cui, sfidando la società del suo tempo, non occulta il suo adulterio ma, al contrario, lo esibisce e cerca di legittimarlo. La Sonata a Kreutzer, infine, dimostra l’avvenuto superamento del modello di matrimonio aristocratico, ormai sostituito da quello borghese.


eSamizdat, Emigrazioni russe - Русские эмиграции, a cura di Marco Caratozzolo e Simone Guagnelli, 2014-2015 (X)

Quello che presentiamo in questo numero di eSamizdat è una rassegna sulla letteratura dell'emigrazione russa. Si tratta di un argomento che, benché molto studiato ed estremamente complesso per le sue numerose fasi storiche (si pensi solo alle tre "ondate" del Novecento) e per i diversi luoghi che ne hanno caratterizzato i flussi, offre oggi ancora enormi possibilità di approfondimento in molteplici direzioni: ecco perché preferiamo parlare non di una, ma di più "Emigrazioni russe".


Ilaria Remonato, Tra Movimento e Stasi. Polisemia del viaggio nell'opera di V.Erofeev. Analisi critica del poema in prosa Moskva-Petushki, EAI, Saarbrücken 2015

Il presente studio propone un'analisi delle diverse rifrazioni simboliche del 'viaggio' in Moskva-Petushki (1970), il noto poema in prosa dello scrittore russo Venedikt Erofeev (1938-1990). Attraverso un dettagliato excursus critico sulle caratteristiche linguistiche e stilistiche del testo ne vengono messe in luce la ricchezza semantica e la densità di riferimenti culturali. Le dinamiche del movimento e della stasi, infatti, costituiscono uno dei motivi conduttori più rilevanti fra le molteplici schegge narrative che compongono l'opera, e permettono una sua migliore collocazione nel contesto della letteratura del XX secolo.


Andrej Platonov, Čevengur, a cura di Ornella Discacciati, Einaudi, Torino 2015

Čevengur è una città immaginaria situata nelle steppe della Russia centrale. I suoi abitanti vogliono vivere seguendo i dettami e le regole di un comunismo integrale e puro, ma il risultato è una società bislacca, malriuscita e demenziale, destinata al disastro. Riflessione politica, meditazione sull'incapacità dell'uomo di conciliare desiderio e realtà, specchio paradossale di un sogno irrealizzabile, Čevengur è la cronaca irresistibile e acutissima di una catastrofe. Grazie a un grottesco capovolgimento di prospettiva, Platonov costruisce una vera e propria epica rovesciata della rivoluzione, rappresentando sapientemente un mondo in cui l'unico lavoro consentito è quello improduttivo. Scritto tra il 1926 e il 1929 - anno in cui fu bloccato dalla censura sovietica -, il romanzo racconta con spietata chiarezza i fallimenti del comunismo.


Claudia Olivieri, Cinema russo da oggi a ieri, Lithos Editrice, Roma 2015

Cinema russo da oggi a ieri scaturisce da esperienze e riflessioni maturate negli ultimi anni durante più di un soggiorno a Mosca, ed è uno sguardo attraverso il cinema, sul cinema e sul retaggio sovietico nella società russa odierna.


Bojan Mitrović, Marija Mitrović, Storia della cultura e della letteratura serba, Edizioni Argo, Lecce 2015

L'agile testo confezionato da Bojan Mitrovic e da Marija Mitrovic è uno strumento che offre al lettore italiano la conoscenza di una grande letteratura, in massima parte ignota al pubblico del nostro paese. Non è il solito manuale: lo svolgimento dei fenomeni letterari e artistici è sempre affrescato contestualmente alla più complessa storia della cultura e della società serba. Emerge così tutta la specificità della storia culturale del grande paese balcanico e dinnanzi agli occhi del lettore scorrono i dati cruciali per la formazione dello Stato accanto alle tappe principali nella vita culturale del popolo serbo, la storia del libro e dell'editoria, la nascita delle riviste e dei giornali, il processo di scolarizzazione, il teatro, la vita musicale, il tutto segnato dalle personalità si spicco (le donne in particolare) di una vita culturale di grande fascino.


Marija Matios, Darusja la dolce, traduzione di Francesca Fici, Keller Editore, Rovereto 2015

Nel villaggio di questa regione europea travolta dalla storia, chiamata Bucovina, in cui le bandiere e le lingue cambiano più veloci del vento, vive Darusja. Tutti si prendono gioco di lei, del suo mutismo, delle emicranie che si scatenano alla vista delle caramelle e la costringono a immergersi nel fiume ghiacciato o a seppellirsi fino alle natiche nella terra fresca. Ma Darusja non è stupida. Per quanto non parli mai con nessuno, i suoi pensieri corrono senza sosta ed è solo al cimitero, sulla tomba del padre, che Darusja la dolce può liberare la propria voce. La felicità bussa un giorno alla sua porta e ha il viso di Ivan, un eccentrico suonatore di drimba che riesce a dare sollievo alla sua testa e forma alle sue parole. Ma il passato è un invitato scomodo alla tavola di Darusja e non ammette ospiti inattesi...


Raffaella Faggionato, L'alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la massoneria russa, Viella, Roma 2015

«Bezuchov, lui è blu, blu scuro e rosso, ed è quadrato…». Cosa si cela dietro queste misteriose parole di Nataša Rostova, o dietro la strana allusione del principe Andrej Bolkonskij a dei guanti da donna? Qual è il significato della rinascita di Pierre sullo sfondo dell'incendio di Mosca del 1812? E da dove ha origine l'immagine di Platon Karataev, con la sua rotondità? Seguendo tracce e indizi disseminati nel testo di uno dei romanzi più letti al mondo, Raffaella Faggionato ci guida in un avvincente percorso a ritroso, alla scoperta di manoscritti, testi ermetici, rituali massonici – un materiale ricchissimo, tuttora sepolto negli archivi di Mosca, che ha nutrito l'immaginazione creativa di Tolstoj nei sette anni di gestazione di Guerra e pace. Aggirandoci nel laboratorio in cui hanno preso forma personaggi divenuti immortali, tra foglietti, appunti, varianti e brutte copie, scopriremo come sono cambiati l'impianto del romanzo e la tecnica narrativa dello scrittore sotto la suggestione del simbolismo massonico e del linguaggio delle scienze ermetiche. Una prospettiva nuova, che apre squarci imprevedibili sull'epoca e sugli uomini che l'hanno abitata e getta una diversa luce sulla controversa questione del rapporto di Tolstoj con il mondo della massoneria russa.

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